Italia a 5 Stelle

Considerazioni sul voto estero, il meritato successo del M5S, e un ringraziamento

Il 5 marzo 2018, l’Italia si è svegliata a 5 stelle. Il Movimento 5 Stelle ha con merito vinto le elezioni. Questo è frutto di un’evoluzione che ha portato il M5S a essere la forza politica più autorevole per il governo del Paese.

E’ stata una vittoria straordinaria anche in considerazione del fatto che il M5S aveva quasi tutto il sistema d’informazione contro.

Risultati nazionali e confronto con il 2013

Risultati nazionali e confronto con il 2013

 

Mappa delle circoscrizioni in cui il M5S è la prima forza politica nel 2018. Nelle altre è seconda.

Il famigerato carro del vincitore

Subito dopo il voto, numerosi cittadini si sono avvicinati al M5S, la forza politica che molti sino a pochi giorni prima snobbavano. Salire sul carro del vincitore è stato sempre il vero sport nazionale, in Italia. Ma, come si dice, meglio tardi che mai. Quello che rammarica è che si dovrebbe credere in un progetto “nella buona e nella cattiva sorte”, non solo quando tutto va bene. Probabilmente gli ultimi arrivati saranno anche gli ultimi ad abbandonare il carro nei momenti di difficoltà, che inevitabilmente arriveranno, perché la vita è sempre fatta di alti e bassi.

Trovo giusto essere critici — personalmente, lo sono sempre stato — ma trovo anche meritorio essere lungimiranti, sognatori, coraggiosi, piuttosto che moderati, tentennanti, eternamente in attesa di sviluppi che, per loro natura, in politica come nella vita, non smetteranno mai di accadere. Ho partecipato al primo MeetUp di Lecce nel ‘lontano’ 2006, ben 12 anni fa. Sembrava impossibile tutto questo, sembrava impossibile anche solo pensare di avere un rappresentante in Parlamento, invece c’è chi guardava più lontano e già immaginava di cambiare non solo gli equilibri elettorali, ma la società e le sue sorti, attraverso un progetto che ha sorpreso tutti, non solo in Italia, del quale oggi possiamo solo essere orgogliosi.

Non si dovrebbe votare M5S per partito preso o (solo) perché le alternative non piacciono, ma perché ha un programma di governo straordinario, che invito tutti a scoprire per farsi un’idea. Sarà ovviamente legittimo non condividere i punti del programma, ma è giusto farlo dopo averne preso conoscenza.

Come funziona il ‘reddito di cittadinanza’ del M5S

Alcune considerazioni sulla mia esperienza elettorale

Ero candidato del M5S alla Camera dei Deputati nella ripartizione Europa. Non credo di risultare fra gli eletti. Ancora non ho la certezza matematica perché purtroppo ancora oggi le operazioni di scrutinio per la ripartizione Europa sono ferme, probabilmente a causa dei numerosi episodi di brogli segnalati da più parti, e non è dato di conoscere quando saranno concluse. Al momento mancano all’appello circa 50 sezioni corrispondenti a oltre 27.000 potenziali voti quindi ancora l’esito può variare anche se a questo punto il verdetto appare chiaro.

Nonostante l’ottimo risultato, per via della legge elettorale, il M5S ha conquistato solo un seggio dei 18 disponibili nella ripartizione estero, alla Camera in Europa, come cinque anni fa, quando venne eletto un deputato che dopo appena un anno lasciò il M5S passando al gruppo misto e poi al PD (oggi è stato ricandidato ma a quanto pare non ce la farà per poco).Al momento ho 6000 preferenze e sono primo in alcuni Paesi fra cui il Belgio dove risiedo. E’ un ottimo risultato considerando che ho condotto questa campagna elettorale da solo, con l’aiuto di amici, con pochissime risorse.

Al momento ho poco più di 6000 preferenze e sono primo in alcuni Paesi fra cui il Belgio, dove risiedo. E’ un ottimo risultato considerando che ho condotto questa campagna elettorale da solo, con l’aiuto di amici, con pochissime risorse.

Ranking finale in Belgio

 Il dato complessivo è il seguente:

Ranking parziale, Camera / Europa

Personalmente, sono felice per almeno tre motivi:

  1. Il M5S è cresciuto tantissimo anche all’estero — in Europa dal 13% al 24% in 5 anni ossia l’11%, addirittura più che in Italia dove la crescita è stata del 7% — ma non abbastanza da diventare la prima forza (vedi paragrafo successivo sulle possibili ragioni). Sono felice di aver contribuito, nel mio piccolo, a questo successo, solo grazie a molti di voi che mi avete dato la preferenza da ogni angolo d’Europa, a cominciare dalla ‘mia’ Bruxelles.
  2. Alla Camera in Europa sono in testa due ragazze, Elisa Siragusa, la probabile eletta, seguita a poca distanza da Elena Ghizzo. Erano le uniche donne in lista, entrambe molto in gamba (la prima lavora in ambito statistico, la seconda si occupa di diritti umani). Per alcuni sarà stata una sorpresa. Gli elettori hanno privilegiato anche la parità di genere nell’esprimere il voto, ma a prescindere dalle ragioni, oltre al fatto che si sono impegnate per tutto il gruppo, l’una o l’altra (lo sapremo a breve) sarà una validissima rappresentante non solo per la ripartizione Europa, ma per tutti gli italiani all’estero. Peraltro il M5S, così come nel 2013, si conferma la forza politica con la più alta percentuale di donne elette, il 35%.
  3. Per me è stata una fantastica esperienza. Intensa, forse l’attività più intensa e totalizzante mai svolta nella mia vita, ma ricca di learning points. Ho incontrato e parlato con centinaia anzi migliaia di persone e ringrazio di cuore tutti, da chi mi ha sostenuto alle Parlamentarie a chi lo ha fatto in questa campagna elettorale, disinteressatamente. Ringrazio anche chi pur non avendomi sostenuto ha offerto interessanti spunti di confronto su tantissimi temi. Ho raccolto foto, video e articoli di questa campagna sul sito personale paolomargari.it/video

Analisi sul voto del Movimento 5 Stelle all’estero

– Il M5S è cresciuto tanto anche all’estero, più che in Italia, trascinato dall’ottimo lavoro della passata legislatura e da un’incisiva campagna elettorale nazionale (seguita anche all’estero tramite i canali italiani).

Tuttavia, il sistema elettorale estero punta a favorire i primi partiti per ogni ripartizione delle quattro. Anche se siamo cresciuti da 95k voti (9.7%) a 188k (17.5%) il risultato non è cambiato: su 18 seggi ci è spettato solo uno. In effetti il PD con appena il 50% in più dei nostri voti ha guadagnato il quintuplo dei seggi. La lista +Europa con appena il 30% dei nostri voti ha guadagnato lo stesso numero di seggi.

Riepilogo complessivo del voto estero (2018)

Riepilogo complessivo del voto estero (2018)

Il risultato al momento ancora parziale per la ripartizione Europa (Camera dei Deputati)

– cinque anni fa il M5S all’estero era quasi del tutto sconosciuto, presentandosi per la prima volta a una competizione nazionale (le campagne locali non hanno una grande eco all’estero).

– il PD beneficia di una rete territoriale presente (solo in Belgio credo che abbia 8 circoli territoriali locali e un segretariato nazionale), rafforzata da storici legami con sindacati, patronati, partiti locali, europarlamentari+staff di lungo corso e associazioni che hanno presenze importanti anche nei Comites. Queste realtà dispongono di mailing list e organizzano frequenti incontri territoriali con gli iscritti, oltre a campagne di propaganda cartacea partite già mesi addietro, mentre il M5S oltre a non avere legami con alcuna di queste organizzazioni, ha fatto partire la campagna elettorale estera a fine gennaio, dopo i risultati delle Parlamentarie.

– brogli: non dimentichiamo la possibilità che accadano (come testimoniato da numerose inchieste giornalistiche, ultima quella de Le Iene, e si spera presto anche giudiziarie). Ho raccolto numerose segnalazioni in un post.

– assenza di una campagna incisiva all’estero per mancanza di risorse. Lo staff del M5S ci è stato vicino, ma con risorse molto limitate anche perché la campagna in Italia è stata totalizzante.

– il peso dei candidati è stato importante ma non straordinario nel senso che il rapporto fra numero di preferenze e numero di voti presi dalla lista alla Camera in Europa è stato del 35%. Nel 2013 era del 72%. Il totale di preferenze prese alla Camera supera di 9000 quelle del Senato. I candidati della Camera sono stati più presenti soprattutto online (oltre ad essere numericamente il doppio). Molte delle preferenze sono dovute a fattori fra i più disparati come luogo o data di nascita, genere (si veda la differenza fra Camera e Senato a tal proposito), posizione in lista, etc.

– in totale hanno votato appena il 29% degli aventi diritto, molti nostri potenziali elettori non hanno ricevuto la scheda (parte di queste schede probabilmente sono state sottratte e votate per altre forze politiche, come noto attraverso le inchieste giornalistiche de Le Iene) quindi il dato risultante è parziale. Se potessimo informare di più e meglio gli elettori italiani all’estero, e se costoro fossero in grado di esprimere il voto in modo libero e trasparente, evitando brogli, probabilmente il risultato finale sarebbe differente. Il PD prenderebbe comunque il suo zoccolo duro, rilevante in alcuni paesi con lunga tradizione di emigrazione quindi forte presenza di patronati et al. ma il M5S vedrebbe in proporzione un consenso più alto, già rilevato in Paesi in cui il PD non ha legami col territorio.

GRAZIE!

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