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	<title>Facebook &#8211; Paolo Margari</title>
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		<title>Come Facebook alimenta la polarizzazione politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 01:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova ricerca di Science prova le &#8220;camere dell&#8217;eco&#8221; ideologiche sui social media. Facebook (Meta) è il social network che negli anni (esiste dal 2004) ha trasformato il modo in cui otteniamo notizie e informazioni. Secondo le autoproclamazioni di Meta Inc., oltre due miliardi di utenti e contano &#8211; o meglio profili, tra cui probabilmente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h2>Una nuova ricerca di Science prova le &#8220;camere dell&#8217;eco&#8221; ideologiche sui social media.</h2>
<p>Facebook (Meta) è il social network che negli anni (esiste dal 2004) ha trasformato il modo in cui otteniamo notizie e informazioni.</p>
<p>Secondo le autoproclamazioni di Meta Inc., oltre due miliardi di utenti e contano &#8211; o meglio profili, tra cui probabilmente la metà di falsi, duplicati, bot, truffatori, morti, bannati&#8230; Di sicuro, Facebook è la più grande rete di social media in tutto il mondo. Considerando il tipo medio di utente attuale &#8211; un boomer analfabeta funzionale facile presa per macchine di propaganda di qualsiasi tipo &#8211; la rete fondata e tuttora di proprietà di Mark Zuckerberg ha un grande impatto sui risultati elettorali in tutto il mondo.</p>
<p>Il nuovo network anti-Twitter &#8211; o meglio, anti-X -, Threads, è stato un enorme flop: 100 milioni di utenti la prima settimana dopo il lancio, e oltre il 50% ha perso la settimana successiva. Due record &#8211; nonostante <a href="https://paolomargari.it/threads-meta-censura-privacy-twitter-social-media-app/">tecnicamente non si tratti di nuovi utenti ma piuttosto di utenti esistenti di un&#8217;altra rete, Instagram</a>, che ha attivato l&#8217;estensione Threads.</p>
<p>Considerando il flop di Metaverse, la recente introduzione di profili verificati a pagamento per fornire assistenza agli utenti &#8211; altrimenti totalmente assenti &#8211; e piani a pagamento per guardare i contenuti dei creatori non è un buon momento per Meta. Sembra più un tentativo disperato di drenare il calo delle entrate pubblicitarie a causa delle scarse prestazioni amplificate dopo il blocco dell&#8217;API di conversione di iOS14 per motivi di privacy (principalmente aziendali).</p>
<p>Oltre a queste considerazioni di natura tecnica e commerciale, un&#8217;altra domanda preoccupa utenti ed esperti di scienze politiche: Facebook ci sta dividendo politicamente? Un <a title="Science Facebook Political Polarization study" href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.ade7138" target="_blank" rel="nofollow noopener">nuovo rilevante studio pubblicato da Science</a> suggerisce di sì.</p>
<p>Un pool di 27 ricercatori indipendenti ha analizzato i dati di Facebook per 208 milioni di utenti statunitensi durante le elezioni del 2020. Gli analisti hanno esaminato l&#8217;intero universo di notizie che le persone potevano vedere nei loro feed. Poi hanno confrontato questo con la selezione ristretta di contenuti che l&#8217;algoritmo di Facebook ha effettivamente mostrato loro.</p>
<h2>Facebook contribuisce enormemente alla segregazione ideologica della società</h2>
<p>I ricercatori hanno riscontrato alti livelli di &#8220;segregazione ideologica&#8221; su Facebook. I conservatori tendevano a vedere notizie che soddisfacevano le loro opinioni. Lo stesso per i liberali. Man mano che le storie passavano dall&#8217;esposizione potenziale a quella effettiva, questa segregazione diventava più forte.</p>
<blockquote><p>La polarizzazione politica è la divergenza degli atteggiamenti politici dal centro, verso gli estremi ideologici. La maggior parte delle discussioni sulla polarizzazione nelle scienze politiche considera la polarizzazione nel contesto dei partiti politici e dei sistemi di governo democratici. (Fonte: Wikipedia)</p></blockquote>
<p>C&#8217;era anche una sorprendente asimmetria tra sinistra e destra. Un segmento consistente di notizie conservatrici esisteva in isolamento, consumato solo da un pubblico di destra. Nessuna bolla equivalente esisteva a sinistra.</p>
<p>I ricercatori hanno anche analizzato la disinformazione &#8211; storie contrassegnate come false dai fact-checker di Facebook. Quasi tutte queste storie false risiedevano nella bolla unicamente conservatrice.</p>
<p>In altre parole, i conservatori su Facebook abitano in un universo mediatico alternativo più dei liberali. I loro feed promuovono le notizie di parte &#8211; e a volte le fake news &#8211; in modo più aggressivo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-53113 size-large" src="https://paolomargari.it/wp-content/uploads/2025/10/research-science-facebook-political-polarization-usa-2020-2023-scaled-1-917x1024.jpg" alt="facebook science research political polarization usa election campaigns" width="917" height="1024" srcset="https://paolomargari.it/wp-content/uploads/2025/10/research-science-facebook-political-polarization-usa-2020-2023-scaled-1-917x1024.jpg 917w, https://paolomargari.it/wp-content/uploads/2025/10/research-science-facebook-political-polarization-usa-2020-2023-scaled-1-269x300.jpg 269w, https://paolomargari.it/wp-content/uploads/2025/10/research-science-facebook-political-polarization-usa-2020-2023-scaled-1-768x858.jpg 768w, https://paolomargari.it/wp-content/uploads/2025/10/research-science-facebook-political-polarization-usa-2020-2023-scaled-1-1375x1536.jpg 1375w, https://paolomargari.it/wp-content/uploads/2025/10/research-science-facebook-political-polarization-usa-2020-2023-scaled-1-1834x2048.jpg 1834w" sizes="(max-width: 917px) 100vw, 917px" /></p>
<h2>Una polarizzazione politica estremizzata da un algoritmo cinico</h2>
<p>Per comprendere questi risultati, dobbiamo cogliere come le notizie raggiungano gli utenti di Facebook:</p>
<ul>
<li>La tua rete è importante. Chi aggiungi agli amici o segui plasmerà quello che vedrai &#8211; e di conseguenza, consoliderà le tue convinzioni.</li>
<li>L&#8217;algoritmo di Facebook filtra questa rete in base ai tuoi interessi dando maggiore peso ad alcune news nel tuo feed personalizzato.</li>
<li>Interagisci con alcune news reagendo, commentando, condividendo. Questo segnala a Facebook cosa ti piace, guidando ulteriormente l&#8217;algoritmo. Il processo è cumulativo, provocando un&#8217;ulteriore polarizzazione, ancora più estrema.</li>
</ul>
<p>Sono emersi altri due spunti interessanti:</p>
<ul>
<li>Pagine e gruppi guidano la segregazione più degli amici. Ciò suggerisce che l&#8217;ideologia gioca un ruolo più importante nella scelta di seguire pagine/gruppi rispetto agli individui.</li>
<li>Gli utenti con un alto interesse verso la politica subiscono una segregazione doppia rispetto a quelli a basso interesse. Infatti, tendono ad optare di più per <em>camere dell&#8217;eco</em> partigiane.</li>
</ul>
<h2><em>Dimmi chi segui e ti dirò chi voti</em></h2>
<p>Precedenti ricerche basate sui dati di navigazione web hanno riscontrato limitate &#8220;bolle di filtraggio&#8221; online. Ma lo studio di Science suggerisce che i social media consentono una segregazione molto maggiore nel consumo di notizie.</p>
<p>Vedere siti web come &#8220;Fox News&#8221; può tralasciare importanti differenze nelle specifiche storie che gli utenti visualizzano. Dati granulari sugli articoli di notizie &#8211; non solo sugli outlet &#8211; sono la chiave.</p>
<p>I risultati evidenziano anche l&#8217;asimmetrica polarizzazione dell&#8217;ecosistema mediatico americano. I media conservatori nutrono un pubblico più chiuso dei media liberali. Su piattaforme come Facebook, questa asimmetria viene amplificata algoritmicamente.</p>
<p>I social media espandono i nostri orizzonti informativi. Ma le fazioni che preferiamo seguire possono consolidare i nostri pregiudizi. Gli algoritmi di Facebook assecondano quei pregiudizi, potenzialmente alimentando il tribalismo politico.</p>
<p>Orde di babbei si rifocillano quotidianamente di minchiate mediatiche, qualunque sia la parte politica, per poi condividerle con loro simili, rafforzandone la pre-supposta importanza. Val bene ricordare che popolarità non implica validità.</p>
<p>I partiti politici estremisti alimentano la tendenza. Ad esempio, secondo i dati sulla spesa per gli annunci pubblici forniti da Meta Inc, chi spende di più in annunci politici in Belgio è il partito di destra indipendentista fiammingo, Vlaams Belang (direttamente o tramite i suoi rappresentanti). Milioni di soldi dei contribuenti stanno finanziando la propaganda dei partiti politici, alimentando in ultima analisi le entrate del social network americano, saltando la tassazione locale grazie al suo paradiso fiscale irlandese.</p>
<p>La ricerca pubblicata su Science evidenzia la necessità di trasparenza dalle piattaforme social. Chiaramente oltre a Facebook vi sono altre piattaforme, ma quelle di Meta sono le più influenti in termini di polarizzaizone politica, sia per numero di utenti coinvolti che per effetti dell&#8217;algoritmo che genera il news feed personalizzato per ogni utente. E della capacità della società di navigare consapevolmente tra rischi e benefici di Internet. Facebook non risolverà le divisioni politiche, ma comprenderne l&#8217;impatto è fondamentale per mitigarlo; in caso contrario, le future elezioni saranno inutili.</p>
<hr />
<p><em>Articolo pubblicato anche su DataDrivenInvestor (Medium)</em></p>
<p style="text-align: center;">
<ins class="adsbygoogle" style="display: block;" data-ad-client="ca-pub-4214725345351383" data-ad-slot="8494277624" data-ad-format="auto" data-full-width-responsive="true"></ins></p>
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		<title>Threads, il colpo di coda di Meta? Di certo nulla di nuovo</title>
		<link>https://paolomargari.it/threads-meta-censura-privacy-twitter-social-media-app/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 20:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Threads non è un nuovo social network, ma piuttosto un&#8217;estensione di uno già esistente: Instagram &#160; Termini e condizioni di Threads &#8211; Video di Greg Johnstone pubblicato su TikTok e Instagram (9 luglio 2023) Non puoi creare un nuovo account su Threads se non ne hai uno su Instagram e se cambi idea dopo averlo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h2 class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj">Threads non è un nuovo social network, ma piuttosto un&#8217;estensione di uno già esistente: Instagram</h2>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="lo lp lq lr ls lt">
<div class="nb nc l eb">
<div class="nd ne l"><iframe class="ek n fc dx bg" title="Meta Threads Terrible Terms and Conditions | Video by Greg Johnstone on TikTok (2023)" src="https://cdn.embedly.com/widgets/media.html?src=https://www.youtube.com/embed/79uXVrV9LCY?feature=oembed&amp;display_name=YouTube&amp;url=https://www.youtube.com/watch?v=79uXVrV9LCY&amp;image=https://i.ytimg.com/vi/79uXVrV9LCY/hqdefault.jpg&amp;key=a19fcc184b9711e1b4764040d3dc5c07&amp;type=text/html&amp;schema=youtube" width="854" height="480" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></div>
</div><figcaption class="ma mb mc ll lm md me be b bf z dv">Termini e condizioni di Threads &#8211; Video di Greg Johnstone pubblicato su TikTok e Instagram (9 luglio 2023)</figcaption></figure>
<p id="9d9e" class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Non puoi creare un nuovo account su Threads se non ne hai uno su Instagram e se cambi idea dopo averlo creato, cancellandolo cancellerai anche il tuo profilo Instagram.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph=""><strong>Threads non è</strong> quindi <strong>un nuovo social network</strong>, ma piuttosto un&#8217;estensione o un nuovo formato offerto agli utenti di una piattaforma preesistente (Instagram), con numerose limitazioni in termini di funzionalità e portata rispetto a Twitter. Questo stretto legame è dovuto al fatto che la creazione di una nuova piattaforma e la richiesta agli utenti di registrarsi avrebbe comportato una crescita più lenta.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Gli utenti di Threads sono soggetti alle <strong>stesse politiche di privacy ultra-invasive tipiche di qualsiasi piattaforma Meta</strong> e sono già causa di numerose violazioni delle normative vigenti e di multe.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Ricordiamo il rischio per Meta di una pesante multa <strong>antitrust</strong> nel momento in cui dovesse separare le piattaforme occupando un&#8217;ulteriore fetta di mercato senza pagare il prezzo dell&#8217;acquisizione dei clienti, che rappresenta un investimento significativo fondamentale per qualsiasi nuovo player nel mercato delle piattaforme di social media.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Ricordiamo inoltre che <strong>gran parte degli utenti di Instagram non sono persone reali</strong> ma marchi e che <strong>una persona reale può gestire numerosi profili</strong>, facendo crescere in modo quasi esponenziale il numero di account, che non corrisponde a persone reali, come spesso affermato da Meta.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Threads applica una <strong>censura</strong> ai contenuti che Meta non gradisce, ma ne tralascia altri che dovrebbero essere rimossi (ad esempio, alcune fake news e la propaganda politica volgare) nonostante vengano segnalati dagli utenti, con la scusa che non è possibile controllare tutto. Due pesi e due misure.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Un noto politico italiano del passato, Giulio Andreotti, era solito dire che<strong><em>&#8220;A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina</em></strong>&#8220;. Si potrebbe ipotizzare che Threads sia stata creata per raggiungere principalmente tre obiettivi (o alcuni di essi). Il primo potrebbe essere un disperato tentativo di Meta di invertire la tendenza negativa dopo i fallimenti su vari fronti dovuti all&#8217;arroganza e agli errori strategici. Tra questi: il crollo verticale di Facebook &#8211; ormai una piattaforma per troll e boomers &#8211; il fallimento del costosissimo Metaverso, arenato prima di partire, causando massicci licenziamenti e conseguenti disservizi per calmierare i costi, e la perdita di utenti su WhatsApp a favore di strumenti di comunicazione alternativi, come Telegram e Signal &#8211; quest&#8217;ultimo ritenuto il più sicuro fra tutte le app di messaggistica.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Instagram era inizialmente un luogo per la pubblicazione di fotografie create con lo smartphone. Non lo è più Nonostante le <strong>crescenti critiche degli utenti</strong>, si è trasformato in un brutto clone di TikTok, per giunta stracolmo di pubblicità. In passato aveva già copiato a Snap (già noto come Snapchat) l&#8217;idea delle Stories. Le generazioni più giovani, da GenZ in giù, oltre a Snap e TikTok, preferiscono piattaforme come BeReal o il nuovo social network basato sulle foto Lemon8, lanciato di recente da ByteDance, il colosso cinese proprietario di TikTok. Altre piattaforme di social media per utenze più mature sono in crescita: Mastodon o Bluesky, che al momento è solo su invito. Nel mondo professionale resiste egregiamente LinkedIn (da anni acquisito da Microsoft) nonostante l&#8217;invasione di contenuti cringe e disperate proposte di vendita non autorizzate.</p>
<p data-selectable-paragraph="">Le piattaforme Meta presentano regolarmente numerosi <strong>bug</strong> e sono spesso <strong>down</strong>. Migliaia di utenti sono rimasti bloccati senza alcun supporto, perdendo l&#8217;accesso ai propri dati e alla propria rete e, in molti casi, le proprie pagine aziendali attualmente abbandonate (le conversazioni su Reddit o i commenti ai canali ufficiali di Meta possono dare un&#8217;idea della rabbia crescente tra gli utenti). Non si dimentichino poi gli scandali storici dei quali Cambridge Analytica è solo la punta dell&#8217;iceberg. Più di recente in Italia ha fatto notizia la diatriba col carrozzone SIAE che ha privato numerosi contenuti multimediali della musica, di fatto vanificando ore di lavoro di migliaia di creators. Chi credeva di avere un potere contrattuale granitico ha dovuto fare i conti con la resistenza dei dinosauri italiani, e i tempi che cambiano (nel bene o nel male).</p>
<p data-selectable-paragraph="">Al di là dei gossip tecnologici e vanti di Mr Zuckerberg &amp; Mosseri (il suo scugnizzo di Instagram) , i numeri raccontano decisamente meglio la realtà circa il grado di penetrazione del mercato e il livello di gradimento da parte degli utenti. Ad esempio, osserviamo come performa Threads rispetto a Twitter sugli <strong>store per dispositivi mobili</strong>. Al momento di redazione di questo post (luglio 2023), su Google Play, quindi parlando di app per i dispositivi Android, Threads ha raggiunto una valutazione media di 3,3 su 5, frutto di 152.000 recensioni, mentre Twitter ha ottenuto un punteggio più alto (4.1/5) basato su 21.1 milioni di recensioni, molte di più considerando la sua longevità. Sull&#8217;App Store di Apple, rivolto ovviamente ai dispositivi iOS, Threads ha raggiunto una valutazione media di 3,8/5 basata su 19,9K recensioni, mentre Twitter ha raggiunto un ottimo punteggio di 4,6/5, basato su 7,6 milioni di recensioni. Gli utenti mobili preferiscono quindi Twitter su entrambi gli store.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Un altro interessante punto da considerare è l&#8217;<strong>accesa rivalità tra Mark Zuckerberg ed Elon Musk</strong>, che probabilmente porterà a un insolito scontro fisico di cui non è il caso di parlare in questa sede. Infine, potrebbe esserci una certa pressione o almeno un interesse da parte dell&#8217;establishment democratico statunitense a migrare gli utenti su una piattaforma di proprietà di un&#8217;azienda più amichevole come Meta, che porta molti dati sensibili degli utenti (non solo americani) all&#8217;insaziabile NSA e potrebbe essere più malleabile in termini di algoritmo di newsfeed durante la prossima campagna elettorale. Il boss di Twitter, invece, in alcune occasioni ha mostrato simpatia per un candidato repubblicano e afferma di promuovere la libertà di parola in tutto il mondo &#8211; con alcune limitazioni volte solo a impedire la piena censura da parte dei governi ostili alle proteste. E&#8217; un nutrito club di censori a cui il prossimo ad aggregarsi potrebbe essere il presidente francese Macron, reduce da pesanti contestazioni che hanno drasticamente eroso il suo appeal elettorale.</p>
<p data-selectable-paragraph="">Sempre restando al conflitto Zuckerberg vs Musk, l&#8217;<strong>andamento del prezzo delle azioni di Meta e Tesla</strong> nel grafico seguente descrive chi comanda molto più delle chiacchere  da bar o da media addomesticati &#8211; ho scelto Tesla poiché Twitter non è quotato in borsa. Tesla è la principale azienda del proprietario di Twitter, Elon Musk, ed ha avuto una crescita sorprendente, incomparabile con Meta, il cui recente aumento di valore dopo il picco minimo del novembre 2022 è ancora lontano dall&#8217;essere un successo. Settori diversi, ovviamente, ma i soldi sono gli stessi per entrambi. E Musk ha altre iniziative estremamente redditizie e promettenti nel suo portafoglio (SpaceX, Starlink, The Boring Company, la nuova XAI) che probabilmente lo classificano come l&#8217;imprenditore di maggior successo del secolo scorso, qualunque sarà l&#8217;esito della lotta fisica.</p>
<p class="pw-post-body-paragraph mf mg fw mh b gq mi mj mk gt ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na fp bj" data-selectable-paragraph="">Quindi <strong>meglio stare alla larga da Meta</strong> e dalle sue bugie. Si tratta di un&#8217;azienda che non ha mai creato nulla di nuovo ma ha solo rubato o acquisito idee altrui. Meta non ascolta gli utenti (servizio clienti penoso o per meglio dire inesistente, a meno che non si paghi un abbonamento mensile per la spunta di verifica, altra idea copiata da Twitter dopo averla inizialmente criticata&#8230;). Meta inoltre trae profitto esclusivamente dai tuoi beni più preziosi e insostituibili: il tuo tempo (proponendoti per lo più sciocchezze, propaganda politica e pubblicità) e la tua privacy, spiando le tue abitudini al di là dei limiti posti dalla legislazione sulla privacy e dall&#8217;etica aziendale.</p>
<p data-selectable-paragraph="">Come andrà Threads nei prossimi mesi o anni? Difficile fare una previsione realistica in un contesto estremamente volatile, sebbene polarizzato. Chi vivrà vedrà&#8230;</p>
<p style="text-align: center;">
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