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	<title>google &#8211; Paolo Margari</title>
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	<description>Sito personale: blog, musica elettronica, foto, podcast, digital marketing.</description>
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	<title>google &#8211; Paolo Margari</title>
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	<item>
		<title>La SEO nell&#8217;era dell&#8217;AI Mode di Google: fatti notare e ottieni click qualificati</title>
		<link>https://paolomargari.it/seo-google-ai-overview-guida-aio-geo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 00:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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					<description><![CDATA[Una guida pratica all&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) con l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale (AI) Google AI Mode (o panoramiche AI) è utile per gli utenti, ma dirompente per molti business che traggono vantaggio dal traffico online proveniente dal principale motore di ricerca. Numerosi esperti SEO e webmaster negli ultimi mesi hanno denunciato che con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><article>
<header>
<p class="kicker"><em>Una guida pratica all&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) con l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale (AI)</em></p>
<p class="muted">Google AI Mode (o panoramiche AI) è utile per gli utenti, ma dirompente per molti business che traggono vantaggio dal traffico online proveniente dal principale motore di ricerca.</p>
<p>Numerosi esperti SEO e webmaster negli ultimi mesi hanno <em>denunciato</em> che con l&#8217;arrivo della AI Mode, già chiamata AI Overview, sebbene il numero di <em>impression</em> (visualizzazioni del proprio sito fra i risultati, rilevato da Google Search Console) sia rimasto invariato o addirittura incrementato, il numero di click al loro sito web è drasticamente diminuito poiché gli utenti oggi si limitano a leggere la sintetica risposta presentata da Google prima dei risultati di ricerca, anziché aprire siti web per cercare informazioni al loro interno. Tali risposte in rari casi non sono precise o aggiornate, ma bastano a soddisfare gran parte degli utenti &#8211; che possono comunque approfondire l&#8217;argomento tramite i link alle fonti web forniti nelle stesse AI Overviews.</p>
<p>Oggi non è più necessario visitare un sito web, il che significa che si perde la possibilità di mostrare agli utenti pubblicità (diminuzione degli introiti), di fidelizzarli tramite newsletter o offerte parallele, e di far conoscere o riconoscere il proprio brand. Per alcuni è un disastro, per altri un&#8217;opportunità.</p>
<p>Alcuni sedicenti esperti SEO consigliavano addirittura di bloccare gli spider AI affinché il contenuto dei siti non finisse nell&#8217;apprendimento dei large language models (LLM) come ChatGPT, Claude, Gemini e altri. A mio vedere questa è un&#8217;azione suicida per il brand, in quanto altri prenderanno il posto (o parleranno del tuo brand comunque) e si perderà la visibilità o il controllo di quanto si dice in merito ad esso. Invece è opportuno farsi notare, e bene.</p>
<p class="muted">Ecco come adattarsi alla SEO per non perdere traffico e rilevanza.</p>
<hr />
</header>
<nav class="toc" aria-label="Table of contents"><strong>In questo post</strong></p>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li><a href="#what-changed">Cosa è cambiato (e cosa non è cambiato)</a></li>
<li><a href="#pros-cons">Pro e contro delle panoramiche AI</a></li>
<li><a href="#mindset">La nuova mentalità: essere degni di una citazione</a></li>
<li><a href="#playbook">Cosa fare per apparire nelle panoramiche AI</a></li>
<li><a href="#measure">Misura come un detective</a></li>
<li><a href="#brand">Rafforzare i segnali del brand</a></li>
<li><a href="#tone">Tono doi voce e trasparenza</a></li>
<li><a href="#faq">FAQ rapide</a></li>
<li><a href="#checklist">12 azioni da compiere al più presto</a></li>
</ol>
</li>
</ol>
<hr />
</nav>
<section id="what-changed">
<h2>Cosa è effettivamente cambiato (e cosa no)</h2>
<p>L&#8217;AI Mode (AIO) di Google, in italiano nota anche come Panoramica IA, si aggiunge alla ricerca classica. Sintetizza una risposta e cita una manciata di fonti.</p>
<p>Non esiste un tag AIO segreto o uno <em>schema</em> dedicato (come in altri casi come recensioni, ricette, prodotti). Se i tuoi contenuti sono indicizzabili, utili e facili da citare, sei idoneo.</p>
<div class="callout"><strong><em>In parole povere</em>:</strong> se gestisci un sito web, non sei più in competizione solo per un link organico (o a pagamento tramite Google Ads). Il sito è in competizione con altri innanzitutto per divenire una delle fonti a cui Google si appoggia per costruire la sua risposta. Sebbene a qualche gestore questo non piaccia, questa è la realtà imposta dai motori di ricerca, e apprezzata in maniera crescente dagli utenti web. E&#8217; opportuno ricordare che oltre a Google la ricerca si effettua su altre piattaforme &#8211; si pensi a Perplexity, un motore di ricerca basato su AI, o al fatto che Siri di Apple e servizi simili offriranno risposte da motori di ricerca con la stessa logica delle AI Overviews.</div>
<p>L&#8217;AIO tende a dividersi in sotto-domande. Le pagine che coprono la domanda principale <em>e i</em> probabili seguiti (con snippet chiari e citabili) hanno più opportunità di essere citate, anche se non sono al primo posto per il termine principale.</p>
<p>Nel frattempo, Google ha inasprito le politiche contro i contenuti di bassa qualità e il <em>noleggio</em> di reputazione. Questo significa che la visibilità di molti contenuti web generati automaticamente in massa è ora ad alto rischio e di conseguenza a bassa remunerazione. Le vecchie tattiche SEO messe già a dura prova dai frequenti aggiornamenti di qualità degli algoritmi di Google, sono ora ancora meno efficaci e rischiose in quanto possono portare a una definitiva e perenne penalizzazione del sito e, di conseguenza, del brand che rappresenta.</p>
<hr />
</section>
<section id="pros-cons">
<h2>Pro e contro delle panoramiche AI</h2>
<h3>Per i proprietari di siti</h3>
<div class="callout pro">
<p><strong>Vantaggi:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Nuova superficie di scoperta:</strong> AIO può citarti anche se non sei nella top-3 dei risultati.</li>
<li><strong>Intento più elevato:</strong> Gli utenti che cliccano spesso vogliono approfondimenti, non scemenze.</li>
<li><strong>Query diversificate:</strong> La copertura di sotto-argomenti fa guadagnare più &#8220;bordi&#8221; ai tuoi contenuti.</li>
</ul>
</div>
<div class="callout con">
<p><strong>Aspetti negativi:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Pressione zero-click: </strong>le pagine poco profonde ricevono risposte in SERP.</li>
<li><strong>Sfumature nell&#8217;attribuzione:</strong> I clic AIO si confondono con il &#8220;Web&#8221; nelle analisi; è necessaria una strumentazione migliore.</li>
<li><strong>Barra della qualità:</strong> i contenuti poco approfonditi, ridimensionati o fuori tema sono un ostacolo.</li>
</ul>
</div>
<h3>Per i visitatori</h3>
<div class="callout pro"><strong>Vantaggi:</strong> Orientamento più rapido, punti di partenza più chiari, meno esplosioni di schede.</div>
<div class="callout con"><strong>Rischi:</strong> L&#8217;intelligenza artificiale può ancora sbagliare. Il tuo compito è quello di essere la fonte credibile e umana che gli utenti riconoscono e di cui si fidano quando cliccano.</div>
</section>
<section id="mindset">
<h2>La nuova mentalità: non limitarti a classificare informazioni, ma sii <em>degno di essere citato</em></h2>
<ul>
<li><strong>Rispondi alla domanda successiva:</strong> anticipa i seguiti e strutturali come sottotitoli.</li>
<li><strong>Rendi le affermazioni citabili:</strong> prima la risposta concisa, poi la profondità e le sfumature.</li>
<li><strong>Mostra la tua esperienza:</strong> nomi, credenziali, metodi, dati, screenshot, fallimenti, lezioni apprese.</li>
<li><strong>Rimani idoneo agli snippet:</strong> evita di bloccare accidentalmente anteprime/snippet con direttive meta aggressive.</li>
</ul>
<hr />
</section>
<section id="playbook">
<h2>Cosa fare per apparire nelle panoramiche AI e guadagnare visibilità e traffico qualificato</h2>
<h3>1) Tratta gli argomenti come un insegnante umano</h3>
<ul>
<li>Conduci con un paragrafo <strong>TL;DR</strong> (una sintesi del contenuto), poi il <strong>perché</strong> e infine il <strong>come</strong>.</li>
<li>Utilizza i sottotitoli Q&amp;A che rispecchiano i follow-up reali.</li>
<li>Aggiungi le ricevute: dati originali, metodi, tabelle, liste di controllo, screenshot, citazioni di fonti primarie.</li>
<li>Includi <em>note di prima mano</em>: cosa ti ha sorpreso, insidie, metriche prima/dopo.</li>
</ul>
<h3>2) Struttura per le macchine senza scrivere per le macchine</h3>
<ul>
<li>Sii indicizzabile e compatibile con le anteprime; correggi i parametri <code>noindex</code> o snippet-blocking.</li>
<li>Utilizza i link interni per raggruppare i sotto-argomenti correlati; mantieni gli hub a un clic dai raggi.</li>
<li>Aggiungi <strong>dati strutturati</strong> che corrispondano al contenuto visibile (FAQ, HowTo, Prodotto, Organizzazione, Autore).</li>
<li>Cura l&#8217;esperienza della pagina: layout pulito, tipografia leggibile, comfort per i dispositivi mobili, Core Web Vitals.</li>
</ul>
<h3>3) Crea un guadagno di informazioni</h3>
<ul>
<li><strong>Insiemi di dati originali:</strong> sondaggi, benchmark, dati pubblici con metodologia.</li>
<li><strong>Strumenti leggeri:</strong> calcolatori, convertitori, verificatori.</li>
<li><strong>Ausili per le decisioni:</strong> matrici, confronti, pro e contro con criteri e punteggi.</li>
</ul>
<h3>4) Abbinare il formato all&#8217;intento</h3>
<ul>
<li><strong>Come fare:</strong> passaggi, requisiti, insidie, tempi stimati; considera un breve video o una GIF.</li>
<li><strong>Confronti:</strong> criteri trasparenti, foto reali, chiare dichiarazioni di non responsabilità per gli affiliati.</li>
<li><strong>Locale:</strong> servizi aggiornati, orari, foto, menu, &#8220;per chi è&#8221;</li>
<li><strong>Prodotti:</strong> specifiche, compatibilità, resi/garanzia, note di utilizzo reali.</li>
</ul>
<h3>5) Stop alle cose rischiose</h3>
<ul>
<li>Niente pagine di accesso a città/modelli generati in massa.</li>
<li>Non &#8220;affittare&#8221; il tuo dominio a terze parti per ottenere contenuti di scarso valore.</li>
<li>Nessun riutilizzo di domini scaduti per argomenti non correlati.</li>
</ul>
</section>
<section id="measure">
<h2>Misura come un detective</h2>
<ul>
<li><strong>Segmenta le query</strong> che tendono a scatenare l&#8217;AIO (domande, confronti). Traccia il CTR, il coinvolgimento sulla pagina e le conversioni.</li>
<li><strong>Registra le caratteristiche della SERP</strong> per i termini prioritari (manualmente o con un tracker) per individuare i modelli di AIO.</li>
<li><strong>Utilizza gli UTM</strong> sugli strumenti scaricabili o sui calcolatori per rilevare i clic &#8220;guidati dal riepilogo&#8221;.</li>
</ul>
</section>
<section id="brand">
<h2>Rafforzare i segnali del brand</h2>
<p>Gli esseri umani cliccano su nomi che riconoscono. Investi in:</p>
<ul>
<li>Bios <span class="badge">degli autori</span>, LinkedIn, conferenze, byline.</li>
<li>Studi di <span class="badge">PR reali</span>, partnership, citazioni di esperti.</li>
<li><span class="badge">Link di qualità</span> che confermino la tua esperienza (senza schemi truffaldini per evitare penalizzazioni).</li>
<li><span class="badge">Canali di proprietà</span>, lista e-mail, community, YouTube, in modo che la ricerca sia una porta d&#8217;accesso, non la tua intera attività.</li>
</ul>
</section>
<section id="tone">
<h2>Tono di voce e trasparenza</h2>
<p>L&#8217;AIO premia i contenuti che sembrano fatti da persone reali che svolgono un lavoro reale.</p>
<p>Mantieni un linguaggio semplice, ammetti i compromessi, mostra il tuo lavoro e fornisci ai lettori il &#8220;perché&#8221;, non solo il &#8220;cosa&#8221;. Tutto ciò crea fiducia e può generare citazioni (backlinks).</p>
<hr />
</section>
<section id="faq">
<h2>FAQ</h2>
<h3>Esiste un tag per forzare la mia pagina a entrare in AI Mode?</h3>
<p>No. Non c&#8217;è un markup speciale. Fai un ottimo SEO e sii veramente utile.</p>
<h3>Posso rinunciare alle panoramiche AI ma mantenere gli snippet regolari?</h3>
<p>Puoi bloccare le anteprime e gli snippet, ma perderai anche i vantaggi degli snippet classici. Usali con parsimonia e in modo intenzionale.</p>
<h3>L&#8217;AI ucciderà il mio traffico?</h3>
<p>Dipende dai tuoi contenuti. Sii la pagina che AIO vuole citare e crea una domanda diretta per il tuo brand.</p>
<hr />
</section>
<section id="checklist">
<h2>12 azioni che dovresti eseguire il prima possibile</h2>
<ol class="checklist">
<li>Scegli 10 richieste di denaro; elenca i 5 probabili follow-up per ognuna di esse.</li>
<li>Aggiorna le pagine: aggiungi una risposta di due frasi in alto e dei sottotitoli per le domande e le risposte.</li>
<li>Aggiungi prove: screenshot, tabelle di dati, riferimenti.</li>
<li>Rendi evidente la paternità: biografia, credenziali, note di prima mano.</li>
<li>Rafforza i link interni in modo che ogni risposta secondaria si trovi a un solo clic dall&#8217;hub.</li>
<li>Convalida l&#8217;indicizzazione e l&#8217;idoneità degli snippet.</li>
<li>Aggiungi o aggiorna i dati strutturati che rispecchiano i contenuti visibili.</li>
<li>Migliorare le basi dell&#8217;esperienza di pagina (velocità, leggibilità, spaziatura per i dispositivi mobili).</li>
<li>Pubblica un set di dati originali o una semplice calcolatrice questo mese.</li>
<li>Controlla e elimina i modelli ridotti o quasi duplicati.</li>
<li>Crea una vista di reporting per le query &#8220;interrogative&#8221;; traccia il CTR e le conversioni.</li>
<li>Avvia un progetto di brand-signal (ad esempio un articolo di PR, un discorso o uno studio di un partner).</li>
</ol>
</section>
<section id="bottom-line">
<hr />
<p>L&#8217;AI Mode non ha cancellato la SEO: ne ha incrementato il livello di difficoltà (come se già non fosse complesso per via dei frequenti aggiornamenti dell&#8217;algoritmo) e cambiato il concetto di fondo della ricerca web: oggi si cercano risposte immediate, chiare e sintetiche, prima ancora che una lista di indirizzi web rilevanti dove scandagliarle.</p>
<p>Il vincitore non è la pagina web che cita il maggior numero di parole chiave, ma quella che risponde in modo chiaro alla domanda, anticipa le cinque successive, le sostiene e dà l&#8217;impressione di essere umana.</p>
<p>Se lo fai con costanza, non solo farai sopravvivere il tuo sito, ma consentirai che questi diventi la fonte a cui si appoggia il sommario delle AI Overviews di Google, e ne varrà anche per la visibilità e reputazione del brand. Può significare meno clicks oggi ma più business domani.</p>
<p>&nbsp;</p>
</section>
<p>&nbsp;</p>
</article>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Google I/O 2025: 5 novità per il digital marketing e gli imprenditori online</title>
		<link>https://paolomargari.it/google-i-o-2025-novita-per-il-digital-marketing-e-gli-imprenditori-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 19:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[infographic]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla ricerca basata su intelligenza artificiale alle esperienze XR immersive, le ultime novità di Google cambiano il modo in cui i brand raggiungono e coinvolgono il pubblico. &#160; Il keynote annuale di Google I/O è da sempre un termometro del futuro della strategia digitale. L’edizione 2025 ha alzato l’asticella, presentando una serie di strumenti e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h2 data-start="3955" data-end="4152"><em>Dalla ricerca basata su intelligenza artificiale alle esperienze XR immersive, le ultime novità di Google cambiano il modo in cui i brand raggiungono e coinvolgono il pubblico.</em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p data-start="4159" data-end="4449">Il keynote annuale di Google I/O è da sempre un termometro del futuro della strategia digitale.</p>
<p data-start="4159" data-end="4449">L’edizione 2025 ha alzato l’asticella, presentando una serie di strumenti e funzionalità che promettono di riscrivere le regole per marketer, start-up e chiunque costruisca un business online.</p>
<p data-start="4451" data-end="4627">Da professionista del marketing digitale, ho seguito la diretta con un misto di entusiasmo e stupore. Ecco i punti chiave che contano davvero per chi lavora nel nostro settore.</p>
<h2 data-start="4629" data-end="4671">1. La ricerca non è più solo ricerca</h2>
<p data-start="4672" data-end="5062">La nuova <strong data-start="4681" data-end="4692">AI Mode</strong> di Google trasforma le query in vere conversazioni. Non più solo link, ma report completi, grafici interattivi e analisi di follow-up. Per i brand questo significa che <strong data-start="4861" data-end="4943">la strategia di contenuto deve spostarsi dalle parole chiave all’autorevolezza</strong>: dati ben strutturati e insight originali saranno la moneta di scambio che alimenta questi riassunti generati dall’IA.</p>
<h2 data-start="5064" data-end="5125">2. Gemini diventa un assistente marketing a tempo pieno</h2>
<p data-start="5126" data-end="5568">L’app <strong data-start="5132" data-end="5142">Gemini</strong>, ora con fotocamera, condivisione schermo e “agent mode”, si avvicina a un vero CMO personale. Può fare ricerche, filtrare annunci, programmare attività e perfino gestire piccole trattative. Per chi guida una piccola impresa, è un aiuto costante che libera ore preziose. Gli sviluppatori possono usare la <strong data-start="5448" data-end="5462">Gemini API</strong> per creare agenti personalizzati, portando un concierge digitale direttamente dentro l’ecosistema Google.</p>
<h2 data-start="5570" data-end="5622">3. Comunicazione personalizzata su larga scala</h2>
<p data-start="5623" data-end="5926">Le <strong data-start="5626" data-end="5666">risposte intelligenti personalizzate</strong> in Gmail sembrano un dettaglio, ma colpiscono per raffinatezza: Gemini analizza le tue email precedenti e riproduce il tuo stile. Per chi gestisce aggiornamenti a investitori o assistenza clienti, è una rivoluzione silenziosa: tono umano e risparmio di tempo.</p>
<h2 data-start="5928" data-end="5970">4. Shopping immersivo e realtà mista</h2>
<p data-start="5971" data-end="6354">Il commercio visivo compie un balzo con il <strong data-start="6014" data-end="6032">virtual try-on</strong> e il <strong data-start="6038" data-end="6059">checkout agentico</strong>. Il cliente carica una foto, vede i capi in tempo reale, riceve notifiche di sconto e acquista con un tocco. Con i visori e gli occhiali <strong data-start="6197" data-end="6211">Android XR</strong>, si aprono scenari retail inediti: negozi pop-up solo in realtà mista o campagne influencer in cui i follower “entrano” fisicamente nel brand.</p>
<h2 data-start="6356" data-end="6400">5. Creazione di contenuti senza limiti</h2>
<p data-start="6401" data-end="6679">Da <strong data-start="6404" data-end="6417">Imagine 4</strong> per immagini perfette di testo a <strong data-start="6451" data-end="6459">Flow</strong> per video generati da IA e <strong data-start="6487" data-end="6496">LIA 2</strong> per musica professionale, Google offre ai marketer un vero studio creativo. Campagne che prima richiedevano budget elevati diventano realizzabili con un laptop e un po’ di inventiva.</p>
<hr data-start="6681" data-end="6684" />
<p data-start="6710" data-end="7036">Queste novità non riguardano solo strumenti più sofisticati, ma un cambio di paradigma. L’automazione passa dall’esecuzione alla strategia. La sfida per marketer e imprenditori non è sostituire l’uomo, ma <strong data-start="6915" data-end="6972">decidere dove la scintilla umana resta insostituibile</strong>: narrazione, voce del brand, scelte etiche sull’uso dei dati.</p>
<p data-start="7038" data-end="7274" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Google I/O 2025 ci ricorda che la tecnologia corre veloce, ma la vera differenza continueranno a farla empatia, creatività e fiducia. Chi adotterà presto queste innovazioni, mantenendo un messaggio autentico, avrà un vantaggio decisivo.</p>
<p data-start="7038" data-end="7274" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong>Video</strong></p>
<p data-start="7038" data-end="7274" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/bDVpI23q8Zg?si=CTBPNlRKT973QWnY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<hr />
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come l&#8217;Intelligenza Artificiale modifica la fruizione dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://paolomargari.it/impatto-intelligenza-artificiale-fruizione-informazione-ai-news/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 21:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[General updates]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[In seguito alla rapida diffusione di strumenti legati alla cosiddetta intelligenza artificiale (artificial intelligence, o AI), stiamo assistendo a un cambiamento significativo nel modo in cui accediamo alle informazioni. Come è già accaduto con altre innovazioni tecnologiche, questo fenomeno rischia di renderci mentalmente più &#8220;pigri&#8221;. L&#8217;intelligenza artificiale &#8211; che, a ben vedere, non è propriamente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><p>In seguito alla rapida diffusione di strumenti legati alla cosiddetta intelligenza artificiale (artificial intelligence, o AI), stiamo assistendo a un cambiamento significativo nel modo in cui accediamo alle informazioni.</p>
<p>Come è già accaduto con altre innovazioni tecnologiche, questo fenomeno rischia di renderci mentalmente più &#8220;pigri&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale &#8211; che, a ben vedere, non è propriamente un&#8217;intelligenza nel senso tradizionale del termine &#8211; ci consente di saltare numerosi processi un tempo imprescindibili.</p>
<p>Se da un lato questo fenomeno ci offre maggiore tempo a disposizione per altre attività, dall’altro ci disabitua a compiere altre.</p>
<p>L&#8217;intelligenza naturale permette di sviluppare un pensiero autonomo, mentre ciò a cui assistiamo con l&#8217;IA è più simile a un meccanismo che, basandosi su dati preordinati, fornisce risultati.</p>
<p>Si potrebbe paragonare a un sofisticato elenco telefonico che ha la capacità di presentare diverse prospettive sulle informazioni con cui è stato alimentato.</p>
<h3><strong>Evoluzione della ricerca di informazioni</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Prima di Google</strong>: i motori di ricerca erano essenzialmente delle directory, degli elenchi ordinati.</li>
<li><strong>Con Google</strong>: gli utenti hanno potuto cercare informazioni in modo più efficiente, risparmiando tempo.</li>
<li><strong>Con l&#8217;AI</strong>: si verifica un avvicinamento alle intenzioni e alle aspettative dell&#8217;utente.</li>
</ul>
<h3><strong>Caratteristiche distintive dell&#8217;AI rispetto ai motori di ricerca tradizionali</strong></h3>
<ul>
<li>Se le risposte non sono legate a una profilazione dell’utente, si potrebbe ridurre il rischio di polarizzazione tipico dei social media.</li>
<li>Tuttavia, anche in assenza di profilazione, le risposte sono influenzate dall&#8217;algoritmo del modello, dai dati con cui l&#8217;AI è stata addestrata (che possono essere stati pre-filtrati) e da ulteriori filtri anteposti fra la risposta generata e quella visualizzata dall’utente per qualsivoglia ragione (etica, politica, commerciale, etc.)</li>
</ul>
<h3>Impatto sulla società</h3>
<div>La diffusione dell&#8217;AI potrebbe portare a:</div>
<ul>
<li>Una diminuzione della capacità di sintesi, poiché saremo meno abituati a scrivere sommari e prendere appunti.</li>
<li>Una maggiore dipendenza dalle sintesi automatiche.</li>
<li>Una possibile influenza sull&#8217;opinione pubblica, specialmente quando i contenuti vengono riprodotti su larga scala.</li>
</ul>
<h3>Differenze nel processo di indicizzazione</h3>
<ul>
<li><strong>Google</strong>: costruisce e aggiorna periodicamente il suo indice, offrendo risultati basati su criteri prestabiliti.</li>
<li><strong>AI</strong>: crea un indice di priorità in tempo reale per ogni interrogazione, anche se tende a consolidare le proprie conoscenze invece di metterle in discussione.</li>
</ul>
<h3>Rischi e considerazioni</h3>
<ul>
<li>La creatività dell&#8217;AI si esprime più nella forma che nella sostanza.</li>
<li>C&#8217;è il rischio di un &#8220;instupidimento&#8221; dell&#8217;essere umano perché:
<ul>
<li>   Si ridurrà la creazione di contenuti sintetici originali.</li>
<li>   Gli utenti saranno influenzati dalle risposte preconfezionate dell&#8217;AI.</li>
<li>   Si perderà l&#8217;abitudine di cercare differenze e porsi domande critiche.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Il cambiamento nel modo di accedere alle informazioni attraverso l&#8217;AI, sebbene porti benefici in termini di efficienza e immediatezza, rischia di ridurre la nostra capacità di pensiero critico e di sintesi personale.</p>
<p>Le risposte &#8220;preconfezionate&#8221; dell&#8217;AI, per quanto valide, potrebbero limitare la nostra naturale tendenza a porci domande e cercare prospettive alternative.</p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione del digital marketing a zero-click, e come adeguarsi per non scomparire</title>
		<link>https://paolomargari.it/rivoluzione-digital-marketing-zero-click-soluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 12:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paolomargari.it/entering-the-era-of-zero-click-marketing/</guid>

					<description><![CDATA[Ricordi quando le tue strategie di acquisizione via canali digitali si concentravano prevalentemente nella generazione di traffico per il tuo sito web? La situazione sta cambiando rapidamente. Dopo aver analizzato le recenti tendenze osservate nelle principali piattaforme digitali di tutto il mondo, Rand Fishkin (SparkToro, ex Moz) e altri leader del settore del marketing digitale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h3><strong><em><br />
</em>Ricordi quando le tue strategie di acquisizione via canali digitali si concentravano prevalentemente nella generazione di traffico per il tuo sito web?<br />
La situazione sta cambiando rapidamente.</strong></h3>
<p>Dopo aver analizzato le recenti tendenze osservate nelle principali piattaforme digitali di tutto il mondo, Rand Fishkin (<em>SparkToro</em>, ex <em>Moz</em>) e altri leader del settore del marketing digitale hanno avvertito i marketer di adattare le loro strategie e di abbandonare la pressione di generare traffico dal sito web. Stiamo entrando, infatti, nella cosiddetta era <em>del marketing zero-click </em>(non confondere zero click con un attacco che tramite alcune piattaforme approfittando di una vulnerabilità).</p>
<h2>Recenti tendenze del marketing digitale</h2>
<ul>
<li><strong>YouTube</strong> è oggi di fatto il secondo motore di ricerca più grande al mondo.</li>
<li>Oltre il 75% delle ricerche su <strong>Google</strong> si concludeva senza alcun clic (già nel 2020) e la piattaforma sta cambiando velocemente, offrendo immediatamente estratti di siti web e risposte generate dall&#8217;intelligenza artificiale in cima alla SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca), per le quali gli utenti non hanno nemmeno più bisogno di vagliare i risultati e cliccare su uno o più siti web. Di conseguenza, anche la SEO deve adattarsi &#8211; ricordatelo ai digital cosi, attempati venditori di fumo digitale sempre più a corto di quattrini che ancora propongono soluzioni valide appena nei primi 2000.</li>
<li><strong>LinkedIn </strong> e<strong> Facebook</strong>: gli algoritmi favoriscono i contenuti nativi e penalizzano i link diretti a pagine web esterne, non è una novità.</li>
<li><strong>Instagram</strong> e <strong>TikTok</strong>: <em>video-first &#8211; </em>le due piattaforme ormai si somigliano avendo Instagram rinunciato alla sua iniziale e tanto amata vocazione per le foto per inseguire il concorrente cinese che domina il mercato nonostante i boicottaggi occidentali con l&#8217;avallo della politica. Non è consentito cliccare alcunché al di fuori della descrizione del profilo, che viene spesso ignorata visto che i contenuti si fruiscono principalmente nel feed utente e non in quello del canale (ricorda che non è possibile inserire link nella descrizione di foto o video, e la menzione <em>link-in-bio</em> oltre che desueta e poco efficace, rischia di penalizzare le visualizzazioni).</li>
</ul>
<h2>Crescenti sfide di attribuzione dei canali</h2>
<ul>
<li>I<strong> browser senza cookie</strong>, a causa delle crescenti preoccupazioni sulla privacy e delle normative, limitano i dati degli utenti.</li>
<li>La condivisione di link tramite <strong>chat private</strong>, individuali o di gruppo (WhatsApp, Telegram, Signal, Discord e altri), rende difficile, se non impossibile, il tracciamento, rendendo i dati analitici e i KPI inaffidabili e, spesso, fuorvianti.</li>
<li>I <strong>modelli di attribuzione last-touch</strong> sono obsoleti e, nella maggior parte dei casi, inaffidabili.</li>
</ul>
<h2>Cosa fare per essere efficaci in un mondo di marketing a click zero?</h2>
<p>Ripensa la tua strategia. Non si tratta più di click, ma di attenzione.</p>
<ol>
<li><strong>Vai dove si trova il tuo pubblico</strong>: YouTube, LinkedIn, TikTok, Instagram.</li>
<li><strong>Collabora</strong> con influencer/creatori su podcast e piattaforme sociali.</li>
<li>Crea <strong>contenuti coinvolgenti, stimolanti e nativi</strong> che valgano la pena di essere condivisi per ogni piattaforma, anziché limitarti a postare un link.</li>
<li>Non dimenticare di coltivare la tua <strong>lista di email</strong>, un canale di proprietà primario.</li>
<li>Continua a costruire un <strong>marchio memorabile e affidabile</strong>.</li>
</ol>
<p>In poche parole: <strong>smetti di inseguire i click e inizia a catturare l&#8217;attenzione sulle piattaforme che contano</strong>. Adatta subito la tua strategia di marketing o rischi di rimanere indietro.</p>
<p>Anche le aziende con una presenza limitata sulle piattaforme di social media devono ricordare che il loro obiettivo di marketing è raggiungere il pubblico.</p>
<p>Qualsiasi azienda parla alle persone, ovunque esse si trovino. E le persone sono sui social media, sia attraverso una presenza diretta sia indirettamente attraverso testimonianze, recensioni e passaparola condiviso sui canali digitali da privati, partner, stampa e influencer del settore. Pertanto, il traffico verso i loro siti web è la conseguenza di una positiva e crescente notorietà del marchio piuttosto che di una sequela di post che includono solo noiose call-to-action e link diretti al web che, se consentiti dalle piattaforme, vengono comunque penalizzati dagli algoritmi.</p>
<h2>L&#8217;evoluzione delle piattaforme social</h2>
<p>Lo scopo delle piattaforme social è quello di trattenere gli utenti, anziché farli uscire verso siti web esterni (a meno che queste uscite vengano compensate da click pubblicitari aka campagne PPC). Le piattaforme social sono avide del nostro tempo: più tempo spendiamo, più spazi pubblicitari avranno modo di vendere (impressions). Va tenuto a mente che oggi, più che definirle social, le piattaforme social (Instagram, TikTok, YouTube, LinkedIn, Facebook, Threads, X, etc.) sono più che altro delle piattaforme di contenuti (come Netflix) con elementi social (reazioni, commenti, condivisione). Su queste piattaforme, ciascun utente è un potenziale creator (o re-creator) e coloro che generano contenuti più efficaci a trattenere gli utenti, vengono premiati con maggiore visibilità. Dunque, occorre minimizzare i clicks della user journey, possibilmente consentendo all&#8217;utente di raggiungere l&#8217;obiettivo che ci siamo preposti direttamente nella piattaforma di prima acquisizione, dove oltretutto, se ciò che proponiamo è valido, si hanno maggiori opportunità che la visibilità (reach) venga moltiplicata grazie alle azioni dell&#8217;utente che ci legge. Il coinvolgimento dell&#8217;utente (engagement) è quanto più conta, ed è imprescindibile per misurare il successo dei nostri contenuti e incrementare ulteriormente la loro visibilità organica (social reach). Dobbiamo sempre creare con l&#8217;obiettivo di incentivare reazioni come like, commenti a cui possiamo, e dobbiamo, rispondere immediatamente, repost a un&#8217;audience presumibilmente qualificata, avvalorata dal fatto che il consiglio venga da una persona e non un brand).</p>
<p>Per quanto riguarda i clic a pagamento, le aziende con una scarsa notorietà del marchio devono ancora migliorare il loro tasso di clic, dimostrando che è più saggio spostare gli investimenti di marketing verso strategie inbound organiche efficaci.</p>
<hr />
<ul>
<li><span style="font-size: 18pt;"><strong><a title="LinkedIn" href="https://www.linkedin.com/comm/mynetwork/discovery-see-all?usecase=PEOPLE_FOLLOWS&amp;followMember=paolomargari" target="_blank" rel="noopener">Seguimi su LinkedIn per ulteriori aggiornamenti</a></strong></span><br />
<em>(perché in fondo qualche click ancora conta)</em></li>
</ul>
<p style="text-align: center;">
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché bloccare GPTBot e altri web crawlers AI è una mossa sbagliata</title>
		<link>https://paolomargari.it/perche-bloccare-gptbot-ai-web-scrapers-sbagliato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 16:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[gpt]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[search engine]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paolomargari.it/why-blocking-gptbot-and-other-ai-web-scrapers-is-a-bad-move/</guid>

					<description><![CDATA[OpenAI ha annunciato il supporto del robots.txt per GPTBot, il che significa che puoi bloccare OpenAI dalla raccolta dei contenuti del tuo sito web. Come sanno gli specialisti dell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca, questa pratica è già disponibile da anni per i motori di ricerca, alcuni strumenti SEO e altri popolari web scrapers &#8211; tuttavia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h2>OpenAI ha annunciato il supporto del robots.txt per GPTBot, il che significa che puoi bloccare OpenAI dalla raccolta dei contenuti del tuo sito web.</h2>
<p>Come sanno gli specialisti dell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca, questa pratica è già disponibile da anni per i motori di ricerca, alcuni strumenti SEO e altri popolari web scrapers &#8211; tuttavia non molti siti web ne fanno buon uso.</p>
<p>Oggi gli specialisti SEO consigliano di bloccare GPTBot e altri web crawlers AI (o meglio, web scrapers poiché non si tratta propriamente di motori di ricerca).</p>
<p>Tuttavia, <strong>bloccare GPTBot per un intero dominio web è una mossa sbagliata</strong>.</p>
<p>Ciò che conta per un marchio non è il traffico del sito web ma la persuasione delle informazioni.</p>
<p><strong>Bloccare tout-court i bot AI impedirà la visibilità narrativa del marchio di proprietà sulle fonti di conoscenza di domani</strong> (i chatbot conversazionali sono i motori di ricerca di domani). Se necessario, meglio limitare il loro accesso a specifiche aree del sito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si spera che l&#8217;imminente passaggio dalle pagine gialle intelligenti (Google) ai consulenti intelligenti (chatbot conversazionali potenziati dall&#8217;intelligenza artificiale) renderà la corsa alla classifica SERP (Search Engine Result Page) un ricordo del passato.</p>
<p>Il settore del marketing digitale dovrebbe sbarazzarsi delle tattiche SEO grigie volte a ingannare gli algoritmi e passare alla condivisione di informazioni significative.</p>
<p>Gli strumenti di IA generativa nella ricerca visti finora (Bing, You, Google SGE) sembrano essere in grado di sostituire le funzioni di ricerca &#8220;tradizionali&#8221;.</p>
<h2>I risultati di ricerca sono permeati dall&#8217;intelligenza artificiale, sebbene non ancora di tipo conversazionale</h2>
<p>Tuttavia, cosa si può definire &#8220;tradizionale&#8221; al giorno d&#8217;oggi? Le SERP sono già piene di funzioni in cui l&#8217;intelligenza artificiale svolge un ruolo importante. Oltre agli annunci di ricerca (intelligenti), pensa ai rich snippet, ai confronti, alle risposte, alle informazioni personalizzate/locali e così via.</p>
<p>Molte altre funzioni preziose e attraenti spingono già verso il basso i risultati della ricerca organica.</p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale riassume i risultati più rilevanti provenienti da varie fonti in un unico snippet, anziché elencare separatamente i risultati di ciascuna fonte.</p>
<p>Un modo per ottenere una rapida adozione delle funzioni di ricerca conversazionale basate sull&#8217;intelligenza artificiale è quello di proporre dinamicamente domande lunghe in base alle richieste dell&#8217;utente, tenendo conto della cronologia delle ricerche attuali: la tempistica è un aspetto cruciale, poiché l&#8217;intenzione di ricerca dell&#8217;utente cambia in base alla fase dell&#8217;imbuto determinata dalle query di ricerca.</p>
<h2>Gli algoritmi dei motori di ricerca hanno trasformato il web in una landa desolata di mediocrità</h2>
<p>Gli attuali criteri di posizionamento dei motori di ricerca hanno trasformato il web in una landa desolata di mediocrità generata dalla SEO.</p>
<p>Tuttavia, i contenuti più visibili e di valore tendono a essere non promozionali, di provenienza popolare, ricchi e aggiornati, mossi dall&#8217;altruismo piuttosto che da obiettivi puramente promozionali &#8211; pensa a Wikipedia.</p>
<p>La maggior parte della cosiddetta rispettabile industria dei media è finita in cattive tecniche di clickbait, eleganti notizie false, circondate da tonnellate di pubblicità fastidiose e spesso offerte dietro paywall.</p>
<p>Nessuna organizzazione è onesta, comprese le fabbriche di notizie, che promuovono programmi specifici in base ai loro investitori, inserzionisti, posizioni, ecc.</p>
<p>Le singole voci perseguono i loro interessi. Solo le informazioni raccolte in crowdsourcing possono essere considerate valide poiché portano molte voci nel processo di narrazione.</p>
<p>Pertanto le risposte basate su più fonti tendono ad essere più valide delle risposte basate su singole fonti.</p>
<p>La qualità &gt; quantità prevale sempre nel mondo degli affari, almeno nel medio/lungo termine. Le vittorie a breve termine non assicurano la sostenibilità del business.</p>
<p>La recente evoluzione del capitalismo ha visto delegare gli sforzi di marketing ai clienti, premiando evangelisti/early adopters. Si può pensare a una forma di missionari religiosi devoti ai brand commerciali &#8211; si pensi ai fanatici di Apple, Tesla, il primo OnePlus e quant&#8217;altro &#8211; beneficiando delle funzionalità sociali offerte dalle piattaforme di comunicazione digitale.</p>
<p>In effetti, le recensioni potenziate dalle piattaforme digitali sono potenti motori di profitto: il passaparola è ancora il canale di marketing più efficace.</p>
<p>Tuttavia, sappiamo tutti come le recensioni false (come le notizie false) influenzino la loro validità.</p>
<p>E oltre a ciò, &#8220;la saggezza della folla&#8221; non è poi così saggia, considerando, ad esempio, i risultati elettorali che sono massicciamente alimentati dalla propaganda di merda in tutto il mondo.</p>
<p>Quindi gli strumenti di intelligenza artificiale potrebbero essere un modo migliore per selezionare e interpretare contenuti validi, andando oltre i contenuti di parte, le prove sociali di massa o i contenuti guidati dalla SEO.</p>
<p>Gli strumenti di intelligenza artificiale possono aiutare a sbarazzarsi di tutte quelle pagine costruite con l&#8217;unico scopo di primeggiare nelle SERP.</p>
<h2>Ogni piattaforma digitale punta a trattenere gli utenti nel loro interno</h2>
<p>Prima che qualsiasi vendita, interazione o anche solo persuasione, le piattaforme digitali sono affamate del tuo bene più prezioso di sempre: il tuo tempo.</p>
<p>Tempo significa consumo, e il consumo crea spazi pubblicitari, ovvero opportunità di guadagno.</p>
<p>Non conta il numero assoluto di profili (o meglio, di utenti, considerando che un utente può disporre di più profili), ma il tempo che gli utenti spendono sulla piattaforma, prim&#8217;ancora che il modo in cui lo spendono.</p>
<p>A tutti i presunti professionisti SEO spaventati dalla crescente quantità di web scrapers degli strumenti di AI, vale la pena ricordare che un obiettivo fondamentale di qualsiasi piattaforma digitale (social network e motori di ricerca) è quello di mantenere gli utenti all&#8217;interno della piattaforma.</p>
<p>Lasciare che un utente si allontani da una piattaforma è un costo che gli annunci pubblicitari devono compensare.</p>
<p>Per i siti web, ottenere traffico gratuitamente sarà più difficile quando le soluzioni offerte dalle piattaforme di ricerca (compresi i social network) saranno più ricche e fluide.</p>
<p>Saltare le piattaforme di ricerca significa perdere i mercati in cui gli utenti trascorrono la maggior parte del loro tempo.</p>
<p>Molte aziende non avranno bisogno di un sito web ricco (che rappresenta un costo considerevole per essere perfetto in termini di contenuti, design, SEO, UX, hosting, sicurezza, integrazioni, traduzioni, ecc.), ma potranno alimentare una piattaforma globale con i loro feed tramite API, concentrandosi sugli elementi fondamentali della loro attività: prodotti/servizi (inclusi i prezzi) e CX. I loro asset principali, i pubblici, saranno basati su dati primari, poiché anche i pixel apparterranno al passato.</p>
<h2>La nuova SEO potrebbe essere definita AIO</h2>
<p>Come ho scritto qualche tempo fa su LinkedIn, l&#8217;AIO (Artificial Intelligence Optimisation) potrebbe essere la definizione della nuova SEO in uno scenario in cui gli strumenti di intelligenza artificiale saranno pienamente integrati nelle piattaforme di ricerca. Se vuoi evitare la competizione, blocca pure i web scrapers dell&#8217;AI e la tua narrativa del tuo brand non sarà più menzionata. Ma altri potranno comunque parlare del tuo brand, impedendoti di partecipare al dibattito su di esso quando spunterà fuori nelle chatbot conversazionali alimentate dall&#8217;AI che popoleranno i risultati di ricerca.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come nascondere fonti con paywall da Google News</title>
		<link>https://paolomargari.it/come-nascondere-fonti-informazione-pagamento-google-news-paywall/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 15:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google news]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[TLTR: prova questa estensione per Chrome (non è garantito che funzioni in tutti i casi né che sia disponibile in futuro) Il paywall (letteralmente muro costituito dal pagamento) è uno strumento che limita l&#8217;accesso agli utenti che hanno pagato per iscriversi a un sito web. Negli ultimi anni è cresciuto tra alcune fonti di notizie nonostante [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><p>TLTR: prova <strong><a title="Estensione Chrome gratuita da scaricare qui" href="https://chrome.google.com/webstore/detail/remove-paywall/ohbikgnekjdccadpjljgllljoghgleij" target="_blank" rel="nofollow noopener">questa estensione per Chrome</a></strong> (non è garantito che funzioni in tutti i casi né che sia disponibile in futuro)</p>
<hr />
<p>Il <em>paywall</em> (letteralmente muro costituito dal pagamento) è uno strumento che limita l&#8217;accesso agli utenti che hanno pagato per iscriversi a un sito web.</p>
<p>Negli ultimi anni è cresciuto tra alcune fonti di notizie nonostante un massiccio uso di pubblicità e una raccolta di <em>cookies</em> che possono già coprire i costi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli utenti della rete sono liberi di pagare per informazioni di buona qualità, ma dovrebbero anche essere in grado di scegliere fonti di informazione gratuite, che non per questo sono necessariamente meno attendibili o dettagliate di quelle a pagamento.</p>
<p>Inoltre, non è possibile pagare per tutte le fonti a pagamento e fare una scansione della qualità delle loro notizie &#8211; questione di tempo e costi. Va anche ribadito come numerose fonti di informazione, anche con paywall, non facciano giornalismo imparziale ma siano piuttosto di parte. I loro articoli sono prevalentemente propaganda politica e da marchette (i cosiddetti advertorials, ossia product placement e performance marketing mascherato da recensioni o comparazioni di prodotti). Perché pagare per leggere della pubblicità mascherata da giornalismo, oltre a quella ufficiale già presente?</p>
<p>Se desideri filtrare solo le fonti gratuite sul tuo Google News, l&#8217;aggregatore di notizie più popolare al mondo, esiste un modo semplice come mostrato negli screenshots in basso:</p>
<div class="mceTemp"></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Allo stesso modo, nella personalizzazione offerta dalla piattaforma di notizie di Google, è opportuno anche escludere fonti di scarsa qualità che non creano informazione ma riproducono, riscrivendo malamente, quanto già esistente solo per generare volumi di traffico a loro vantaggio. In tal modo si può avere una selezione di fonti gratuite, attendibili e autorevoli che meritano di essere visualizzate.</p>
<p>Google News è un importante canale di traffico organico per molti siti di informazione, ma non tutti offrono notizie di qualità. Spesso, anzi, abusano dell&#8217;indicizzazione e della personalizzazione del servizio per ottenere traffico che si converta in introiti da fonti pubblicitarie e altre, come affiliazioni. Infatti le News sono in termini <a href="https://www.syrusindustry.com/seo" target="_blank" rel="noopener">SEO</a> un canale molto importante. Per questo è bene fare pulizia del proprio feed eliminando quello che non merita attenzione, facendoci perdere tempo di fronte a informazioni irrilevanti, false o ripetitive, e focalizzandoci invece su quello che arricchisce la nostra esperienza online.</p>
<p>Alcune utili estensioni dei browser sono state rimosse a causa di richieste da parte degli editori.</p>
<p>Qui un video di Martin Valk, ma se quanto proposto non funziona è bene cercare soluzioni più recenti.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/2h55E5IQOxs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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