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	<title>artificial intelligence &#8211; Paolo Margari</title>
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	<description>Sito personale: blog, musica elettronica, foto, podcast, digital marketing.</description>
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	<title>artificial intelligence &#8211; Paolo Margari</title>
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	<item>
		<title>La SEO nell&#8217;era dell&#8217;AI Mode di Google: fatti notare e ottieni click qualificati</title>
		<link>https://paolomargari.it/seo-google-ai-overview-guida-aio-geo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 00:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[Una guida pratica all&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) con l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale (AI) Google AI Mode (o panoramiche AI) è utile per gli utenti, ma dirompente per molti business che traggono vantaggio dal traffico online proveniente dal principale motore di ricerca. Numerosi esperti SEO e webmaster negli ultimi mesi hanno denunciato che con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><article>
<header>
<p class="kicker"><em>Una guida pratica all&#8217;ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) con l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale (AI)</em></p>
<p class="muted">Google AI Mode (o panoramiche AI) è utile per gli utenti, ma dirompente per molti business che traggono vantaggio dal traffico online proveniente dal principale motore di ricerca.</p>
<p>Numerosi esperti SEO e webmaster negli ultimi mesi hanno <em>denunciato</em> che con l&#8217;arrivo della AI Mode, già chiamata AI Overview, sebbene il numero di <em>impression</em> (visualizzazioni del proprio sito fra i risultati, rilevato da Google Search Console) sia rimasto invariato o addirittura incrementato, il numero di click al loro sito web è drasticamente diminuito poiché gli utenti oggi si limitano a leggere la sintetica risposta presentata da Google prima dei risultati di ricerca, anziché aprire siti web per cercare informazioni al loro interno. Tali risposte in rari casi non sono precise o aggiornate, ma bastano a soddisfare gran parte degli utenti &#8211; che possono comunque approfondire l&#8217;argomento tramite i link alle fonti web forniti nelle stesse AI Overviews.</p>
<p>Oggi non è più necessario visitare un sito web, il che significa che si perde la possibilità di mostrare agli utenti pubblicità (diminuzione degli introiti), di fidelizzarli tramite newsletter o offerte parallele, e di far conoscere o riconoscere il proprio brand. Per alcuni è un disastro, per altri un&#8217;opportunità.</p>
<p>Alcuni sedicenti esperti SEO consigliavano addirittura di bloccare gli spider AI affinché il contenuto dei siti non finisse nell&#8217;apprendimento dei large language models (LLM) come ChatGPT, Claude, Gemini e altri. A mio vedere questa è un&#8217;azione suicida per il brand, in quanto altri prenderanno il posto (o parleranno del tuo brand comunque) e si perderà la visibilità o il controllo di quanto si dice in merito ad esso. Invece è opportuno farsi notare, e bene.</p>
<p class="muted">Ecco come adattarsi alla SEO per non perdere traffico e rilevanza.</p>
<hr />
</header>
<nav class="toc" aria-label="Table of contents"><strong>In questo post</strong></p>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li><a href="#what-changed">Cosa è cambiato (e cosa non è cambiato)</a></li>
<li><a href="#pros-cons">Pro e contro delle panoramiche AI</a></li>
<li><a href="#mindset">La nuova mentalità: essere degni di una citazione</a></li>
<li><a href="#playbook">Cosa fare per apparire nelle panoramiche AI</a></li>
<li><a href="#measure">Misura come un detective</a></li>
<li><a href="#brand">Rafforzare i segnali del brand</a></li>
<li><a href="#tone">Tono doi voce e trasparenza</a></li>
<li><a href="#faq">FAQ rapide</a></li>
<li><a href="#checklist">12 azioni da compiere al più presto</a></li>
</ol>
</li>
</ol>
<hr />
</nav>
<section id="what-changed">
<h2>Cosa è effettivamente cambiato (e cosa no)</h2>
<p>L&#8217;AI Mode (AIO) di Google, in italiano nota anche come Panoramica IA, si aggiunge alla ricerca classica. Sintetizza una risposta e cita una manciata di fonti.</p>
<p>Non esiste un tag AIO segreto o uno <em>schema</em> dedicato (come in altri casi come recensioni, ricette, prodotti). Se i tuoi contenuti sono indicizzabili, utili e facili da citare, sei idoneo.</p>
<div class="callout"><strong><em>In parole povere</em>:</strong> se gestisci un sito web, non sei più in competizione solo per un link organico (o a pagamento tramite Google Ads). Il sito è in competizione con altri innanzitutto per divenire una delle fonti a cui Google si appoggia per costruire la sua risposta. Sebbene a qualche gestore questo non piaccia, questa è la realtà imposta dai motori di ricerca, e apprezzata in maniera crescente dagli utenti web. E&#8217; opportuno ricordare che oltre a Google la ricerca si effettua su altre piattaforme &#8211; si pensi a Perplexity, un motore di ricerca basato su AI, o al fatto che Siri di Apple e servizi simili offriranno risposte da motori di ricerca con la stessa logica delle AI Overviews.</div>
<p>L&#8217;AIO tende a dividersi in sotto-domande. Le pagine che coprono la domanda principale <em>e i</em> probabili seguiti (con snippet chiari e citabili) hanno più opportunità di essere citate, anche se non sono al primo posto per il termine principale.</p>
<p>Nel frattempo, Google ha inasprito le politiche contro i contenuti di bassa qualità e il <em>noleggio</em> di reputazione. Questo significa che la visibilità di molti contenuti web generati automaticamente in massa è ora ad alto rischio e di conseguenza a bassa remunerazione. Le vecchie tattiche SEO messe già a dura prova dai frequenti aggiornamenti di qualità degli algoritmi di Google, sono ora ancora meno efficaci e rischiose in quanto possono portare a una definitiva e perenne penalizzazione del sito e, di conseguenza, del brand che rappresenta.</p>
<hr />
</section>
<section id="pros-cons">
<h2>Pro e contro delle panoramiche AI</h2>
<h3>Per i proprietari di siti</h3>
<div class="callout pro">
<p><strong>Vantaggi:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Nuova superficie di scoperta:</strong> AIO può citarti anche se non sei nella top-3 dei risultati.</li>
<li><strong>Intento più elevato:</strong> Gli utenti che cliccano spesso vogliono approfondimenti, non scemenze.</li>
<li><strong>Query diversificate:</strong> La copertura di sotto-argomenti fa guadagnare più &#8220;bordi&#8221; ai tuoi contenuti.</li>
</ul>
</div>
<div class="callout con">
<p><strong>Aspetti negativi:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Pressione zero-click: </strong>le pagine poco profonde ricevono risposte in SERP.</li>
<li><strong>Sfumature nell&#8217;attribuzione:</strong> I clic AIO si confondono con il &#8220;Web&#8221; nelle analisi; è necessaria una strumentazione migliore.</li>
<li><strong>Barra della qualità:</strong> i contenuti poco approfonditi, ridimensionati o fuori tema sono un ostacolo.</li>
</ul>
</div>
<h3>Per i visitatori</h3>
<div class="callout pro"><strong>Vantaggi:</strong> Orientamento più rapido, punti di partenza più chiari, meno esplosioni di schede.</div>
<div class="callout con"><strong>Rischi:</strong> L&#8217;intelligenza artificiale può ancora sbagliare. Il tuo compito è quello di essere la fonte credibile e umana che gli utenti riconoscono e di cui si fidano quando cliccano.</div>
</section>
<section id="mindset">
<h2>La nuova mentalità: non limitarti a classificare informazioni, ma sii <em>degno di essere citato</em></h2>
<ul>
<li><strong>Rispondi alla domanda successiva:</strong> anticipa i seguiti e strutturali come sottotitoli.</li>
<li><strong>Rendi le affermazioni citabili:</strong> prima la risposta concisa, poi la profondità e le sfumature.</li>
<li><strong>Mostra la tua esperienza:</strong> nomi, credenziali, metodi, dati, screenshot, fallimenti, lezioni apprese.</li>
<li><strong>Rimani idoneo agli snippet:</strong> evita di bloccare accidentalmente anteprime/snippet con direttive meta aggressive.</li>
</ul>
<hr />
</section>
<section id="playbook">
<h2>Cosa fare per apparire nelle panoramiche AI e guadagnare visibilità e traffico qualificato</h2>
<h3>1) Tratta gli argomenti come un insegnante umano</h3>
<ul>
<li>Conduci con un paragrafo <strong>TL;DR</strong> (una sintesi del contenuto), poi il <strong>perché</strong> e infine il <strong>come</strong>.</li>
<li>Utilizza i sottotitoli Q&amp;A che rispecchiano i follow-up reali.</li>
<li>Aggiungi le ricevute: dati originali, metodi, tabelle, liste di controllo, screenshot, citazioni di fonti primarie.</li>
<li>Includi <em>note di prima mano</em>: cosa ti ha sorpreso, insidie, metriche prima/dopo.</li>
</ul>
<h3>2) Struttura per le macchine senza scrivere per le macchine</h3>
<ul>
<li>Sii indicizzabile e compatibile con le anteprime; correggi i parametri <code>noindex</code> o snippet-blocking.</li>
<li>Utilizza i link interni per raggruppare i sotto-argomenti correlati; mantieni gli hub a un clic dai raggi.</li>
<li>Aggiungi <strong>dati strutturati</strong> che corrispondano al contenuto visibile (FAQ, HowTo, Prodotto, Organizzazione, Autore).</li>
<li>Cura l&#8217;esperienza della pagina: layout pulito, tipografia leggibile, comfort per i dispositivi mobili, Core Web Vitals.</li>
</ul>
<h3>3) Crea un guadagno di informazioni</h3>
<ul>
<li><strong>Insiemi di dati originali:</strong> sondaggi, benchmark, dati pubblici con metodologia.</li>
<li><strong>Strumenti leggeri:</strong> calcolatori, convertitori, verificatori.</li>
<li><strong>Ausili per le decisioni:</strong> matrici, confronti, pro e contro con criteri e punteggi.</li>
</ul>
<h3>4) Abbinare il formato all&#8217;intento</h3>
<ul>
<li><strong>Come fare:</strong> passaggi, requisiti, insidie, tempi stimati; considera un breve video o una GIF.</li>
<li><strong>Confronti:</strong> criteri trasparenti, foto reali, chiare dichiarazioni di non responsabilità per gli affiliati.</li>
<li><strong>Locale:</strong> servizi aggiornati, orari, foto, menu, &#8220;per chi è&#8221;</li>
<li><strong>Prodotti:</strong> specifiche, compatibilità, resi/garanzia, note di utilizzo reali.</li>
</ul>
<h3>5) Stop alle cose rischiose</h3>
<ul>
<li>Niente pagine di accesso a città/modelli generati in massa.</li>
<li>Non &#8220;affittare&#8221; il tuo dominio a terze parti per ottenere contenuti di scarso valore.</li>
<li>Nessun riutilizzo di domini scaduti per argomenti non correlati.</li>
</ul>
</section>
<section id="measure">
<h2>Misura come un detective</h2>
<ul>
<li><strong>Segmenta le query</strong> che tendono a scatenare l&#8217;AIO (domande, confronti). Traccia il CTR, il coinvolgimento sulla pagina e le conversioni.</li>
<li><strong>Registra le caratteristiche della SERP</strong> per i termini prioritari (manualmente o con un tracker) per individuare i modelli di AIO.</li>
<li><strong>Utilizza gli UTM</strong> sugli strumenti scaricabili o sui calcolatori per rilevare i clic &#8220;guidati dal riepilogo&#8221;.</li>
</ul>
</section>
<section id="brand">
<h2>Rafforzare i segnali del brand</h2>
<p>Gli esseri umani cliccano su nomi che riconoscono. Investi in:</p>
<ul>
<li>Bios <span class="badge">degli autori</span>, LinkedIn, conferenze, byline.</li>
<li>Studi di <span class="badge">PR reali</span>, partnership, citazioni di esperti.</li>
<li><span class="badge">Link di qualità</span> che confermino la tua esperienza (senza schemi truffaldini per evitare penalizzazioni).</li>
<li><span class="badge">Canali di proprietà</span>, lista e-mail, community, YouTube, in modo che la ricerca sia una porta d&#8217;accesso, non la tua intera attività.</li>
</ul>
</section>
<section id="tone">
<h2>Tono di voce e trasparenza</h2>
<p>L&#8217;AIO premia i contenuti che sembrano fatti da persone reali che svolgono un lavoro reale.</p>
<p>Mantieni un linguaggio semplice, ammetti i compromessi, mostra il tuo lavoro e fornisci ai lettori il &#8220;perché&#8221;, non solo il &#8220;cosa&#8221;. Tutto ciò crea fiducia e può generare citazioni (backlinks).</p>
<hr />
</section>
<section id="faq">
<h2>FAQ</h2>
<h3>Esiste un tag per forzare la mia pagina a entrare in AI Mode?</h3>
<p>No. Non c&#8217;è un markup speciale. Fai un ottimo SEO e sii veramente utile.</p>
<h3>Posso rinunciare alle panoramiche AI ma mantenere gli snippet regolari?</h3>
<p>Puoi bloccare le anteprime e gli snippet, ma perderai anche i vantaggi degli snippet classici. Usali con parsimonia e in modo intenzionale.</p>
<h3>L&#8217;AI ucciderà il mio traffico?</h3>
<p>Dipende dai tuoi contenuti. Sii la pagina che AIO vuole citare e crea una domanda diretta per il tuo brand.</p>
<hr />
</section>
<section id="checklist">
<h2>12 azioni che dovresti eseguire il prima possibile</h2>
<ol class="checklist">
<li>Scegli 10 richieste di denaro; elenca i 5 probabili follow-up per ognuna di esse.</li>
<li>Aggiorna le pagine: aggiungi una risposta di due frasi in alto e dei sottotitoli per le domande e le risposte.</li>
<li>Aggiungi prove: screenshot, tabelle di dati, riferimenti.</li>
<li>Rendi evidente la paternità: biografia, credenziali, note di prima mano.</li>
<li>Rafforza i link interni in modo che ogni risposta secondaria si trovi a un solo clic dall&#8217;hub.</li>
<li>Convalida l&#8217;indicizzazione e l&#8217;idoneità degli snippet.</li>
<li>Aggiungi o aggiorna i dati strutturati che rispecchiano i contenuti visibili.</li>
<li>Migliorare le basi dell&#8217;esperienza di pagina (velocità, leggibilità, spaziatura per i dispositivi mobili).</li>
<li>Pubblica un set di dati originali o una semplice calcolatrice questo mese.</li>
<li>Controlla e elimina i modelli ridotti o quasi duplicati.</li>
<li>Crea una vista di reporting per le query &#8220;interrogative&#8221;; traccia il CTR e le conversioni.</li>
<li>Avvia un progetto di brand-signal (ad esempio un articolo di PR, un discorso o uno studio di un partner).</li>
</ol>
</section>
<section id="bottom-line">
<hr />
<p>L&#8217;AI Mode non ha cancellato la SEO: ne ha incrementato il livello di difficoltà (come se già non fosse complesso per via dei frequenti aggiornamenti dell&#8217;algoritmo) e cambiato il concetto di fondo della ricerca web: oggi si cercano risposte immediate, chiare e sintetiche, prima ancora che una lista di indirizzi web rilevanti dove scandagliarle.</p>
<p>Il vincitore non è la pagina web che cita il maggior numero di parole chiave, ma quella che risponde in modo chiaro alla domanda, anticipa le cinque successive, le sostiene e dà l&#8217;impressione di essere umana.</p>
<p>Se lo fai con costanza, non solo farai sopravvivere il tuo sito, ma consentirai che questi diventi la fonte a cui si appoggia il sommario delle AI Overviews di Google, e ne varrà anche per la visibilità e reputazione del brand. Può significare meno clicks oggi ma più business domani.</p>
<p>&nbsp;</p>
</section>
<p>&nbsp;</p>
</article>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come l&#8217;Intelligenza Artificiale modifica la fruizione dell&#8217;informazione</title>
		<link>https://paolomargari.it/impatto-intelligenza-artificiale-fruizione-informazione-ai-news/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 21:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[General updates]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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					<description><![CDATA[In seguito alla rapida diffusione di strumenti legati alla cosiddetta intelligenza artificiale (artificial intelligence, o AI), stiamo assistendo a un cambiamento significativo nel modo in cui accediamo alle informazioni. Come è già accaduto con altre innovazioni tecnologiche, questo fenomeno rischia di renderci mentalmente più &#8220;pigri&#8221;. L&#8217;intelligenza artificiale &#8211; che, a ben vedere, non è propriamente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><p>In seguito alla rapida diffusione di strumenti legati alla cosiddetta intelligenza artificiale (artificial intelligence, o AI), stiamo assistendo a un cambiamento significativo nel modo in cui accediamo alle informazioni.</p>
<p>Come è già accaduto con altre innovazioni tecnologiche, questo fenomeno rischia di renderci mentalmente più &#8220;pigri&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale &#8211; che, a ben vedere, non è propriamente un&#8217;intelligenza nel senso tradizionale del termine &#8211; ci consente di saltare numerosi processi un tempo imprescindibili.</p>
<p>Se da un lato questo fenomeno ci offre maggiore tempo a disposizione per altre attività, dall’altro ci disabitua a compiere altre.</p>
<p>L&#8217;intelligenza naturale permette di sviluppare un pensiero autonomo, mentre ciò a cui assistiamo con l&#8217;IA è più simile a un meccanismo che, basandosi su dati preordinati, fornisce risultati.</p>
<p>Si potrebbe paragonare a un sofisticato elenco telefonico che ha la capacità di presentare diverse prospettive sulle informazioni con cui è stato alimentato.</p>
<h3><strong>Evoluzione della ricerca di informazioni</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Prima di Google</strong>: i motori di ricerca erano essenzialmente delle directory, degli elenchi ordinati.</li>
<li><strong>Con Google</strong>: gli utenti hanno potuto cercare informazioni in modo più efficiente, risparmiando tempo.</li>
<li><strong>Con l&#8217;AI</strong>: si verifica un avvicinamento alle intenzioni e alle aspettative dell&#8217;utente.</li>
</ul>
<h3><strong>Caratteristiche distintive dell&#8217;AI rispetto ai motori di ricerca tradizionali</strong></h3>
<ul>
<li>Se le risposte non sono legate a una profilazione dell’utente, si potrebbe ridurre il rischio di polarizzazione tipico dei social media.</li>
<li>Tuttavia, anche in assenza di profilazione, le risposte sono influenzate dall&#8217;algoritmo del modello, dai dati con cui l&#8217;AI è stata addestrata (che possono essere stati pre-filtrati) e da ulteriori filtri anteposti fra la risposta generata e quella visualizzata dall’utente per qualsivoglia ragione (etica, politica, commerciale, etc.)</li>
</ul>
<h3>Impatto sulla società</h3>
<div>La diffusione dell&#8217;AI potrebbe portare a:</div>
<ul>
<li>Una diminuzione della capacità di sintesi, poiché saremo meno abituati a scrivere sommari e prendere appunti.</li>
<li>Una maggiore dipendenza dalle sintesi automatiche.</li>
<li>Una possibile influenza sull&#8217;opinione pubblica, specialmente quando i contenuti vengono riprodotti su larga scala.</li>
</ul>
<h3>Differenze nel processo di indicizzazione</h3>
<ul>
<li><strong>Google</strong>: costruisce e aggiorna periodicamente il suo indice, offrendo risultati basati su criteri prestabiliti.</li>
<li><strong>AI</strong>: crea un indice di priorità in tempo reale per ogni interrogazione, anche se tende a consolidare le proprie conoscenze invece di metterle in discussione.</li>
</ul>
<h3>Rischi e considerazioni</h3>
<ul>
<li>La creatività dell&#8217;AI si esprime più nella forma che nella sostanza.</li>
<li>C&#8217;è il rischio di un &#8220;instupidimento&#8221; dell&#8217;essere umano perché:
<ul>
<li>   Si ridurrà la creazione di contenuti sintetici originali.</li>
<li>   Gli utenti saranno influenzati dalle risposte preconfezionate dell&#8217;AI.</li>
<li>   Si perderà l&#8217;abitudine di cercare differenze e porsi domande critiche.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Il cambiamento nel modo di accedere alle informazioni attraverso l&#8217;AI, sebbene porti benefici in termini di efficienza e immediatezza, rischia di ridurre la nostra capacità di pensiero critico e di sintesi personale.</p>
<p>Le risposte &#8220;preconfezionate&#8221; dell&#8217;AI, per quanto valide, potrebbero limitare la nostra naturale tendenza a porci domande e cercare prospettive alternative.</p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché bloccare GPTBot e altri web crawlers AI è una mossa sbagliata</title>
		<link>https://paolomargari.it/perche-bloccare-gptbot-ai-web-scrapers-sbagliato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 16:20:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[gpt]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[search engine]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://paolomargari.it/why-blocking-gptbot-and-other-ai-web-scrapers-is-a-bad-move/</guid>

					<description><![CDATA[OpenAI ha annunciato il supporto del robots.txt per GPTBot, il che significa che puoi bloccare OpenAI dalla raccolta dei contenuti del tuo sito web. Come sanno gli specialisti dell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca, questa pratica è già disponibile da anni per i motori di ricerca, alcuni strumenti SEO e altri popolari web scrapers &#8211; tuttavia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h2>OpenAI ha annunciato il supporto del robots.txt per GPTBot, il che significa che puoi bloccare OpenAI dalla raccolta dei contenuti del tuo sito web.</h2>
<p>Come sanno gli specialisti dell&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca, questa pratica è già disponibile da anni per i motori di ricerca, alcuni strumenti SEO e altri popolari web scrapers &#8211; tuttavia non molti siti web ne fanno buon uso.</p>
<p>Oggi gli specialisti SEO consigliano di bloccare GPTBot e altri web crawlers AI (o meglio, web scrapers poiché non si tratta propriamente di motori di ricerca).</p>
<p>Tuttavia, <strong>bloccare GPTBot per un intero dominio web è una mossa sbagliata</strong>.</p>
<p>Ciò che conta per un marchio non è il traffico del sito web ma la persuasione delle informazioni.</p>
<p><strong>Bloccare tout-court i bot AI impedirà la visibilità narrativa del marchio di proprietà sulle fonti di conoscenza di domani</strong> (i chatbot conversazionali sono i motori di ricerca di domani). Se necessario, meglio limitare il loro accesso a specifiche aree del sito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si spera che l&#8217;imminente passaggio dalle pagine gialle intelligenti (Google) ai consulenti intelligenti (chatbot conversazionali potenziati dall&#8217;intelligenza artificiale) renderà la corsa alla classifica SERP (Search Engine Result Page) un ricordo del passato.</p>
<p>Il settore del marketing digitale dovrebbe sbarazzarsi delle tattiche SEO grigie volte a ingannare gli algoritmi e passare alla condivisione di informazioni significative.</p>
<p>Gli strumenti di IA generativa nella ricerca visti finora (Bing, You, Google SGE) sembrano essere in grado di sostituire le funzioni di ricerca &#8220;tradizionali&#8221;.</p>
<h2>I risultati di ricerca sono permeati dall&#8217;intelligenza artificiale, sebbene non ancora di tipo conversazionale</h2>
<p>Tuttavia, cosa si può definire &#8220;tradizionale&#8221; al giorno d&#8217;oggi? Le SERP sono già piene di funzioni in cui l&#8217;intelligenza artificiale svolge un ruolo importante. Oltre agli annunci di ricerca (intelligenti), pensa ai rich snippet, ai confronti, alle risposte, alle informazioni personalizzate/locali e così via.</p>
<p>Molte altre funzioni preziose e attraenti spingono già verso il basso i risultati della ricerca organica.</p>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale riassume i risultati più rilevanti provenienti da varie fonti in un unico snippet, anziché elencare separatamente i risultati di ciascuna fonte.</p>
<p>Un modo per ottenere una rapida adozione delle funzioni di ricerca conversazionale basate sull&#8217;intelligenza artificiale è quello di proporre dinamicamente domande lunghe in base alle richieste dell&#8217;utente, tenendo conto della cronologia delle ricerche attuali: la tempistica è un aspetto cruciale, poiché l&#8217;intenzione di ricerca dell&#8217;utente cambia in base alla fase dell&#8217;imbuto determinata dalle query di ricerca.</p>
<h2>Gli algoritmi dei motori di ricerca hanno trasformato il web in una landa desolata di mediocrità</h2>
<p>Gli attuali criteri di posizionamento dei motori di ricerca hanno trasformato il web in una landa desolata di mediocrità generata dalla SEO.</p>
<p>Tuttavia, i contenuti più visibili e di valore tendono a essere non promozionali, di provenienza popolare, ricchi e aggiornati, mossi dall&#8217;altruismo piuttosto che da obiettivi puramente promozionali &#8211; pensa a Wikipedia.</p>
<p>La maggior parte della cosiddetta rispettabile industria dei media è finita in cattive tecniche di clickbait, eleganti notizie false, circondate da tonnellate di pubblicità fastidiose e spesso offerte dietro paywall.</p>
<p>Nessuna organizzazione è onesta, comprese le fabbriche di notizie, che promuovono programmi specifici in base ai loro investitori, inserzionisti, posizioni, ecc.</p>
<p>Le singole voci perseguono i loro interessi. Solo le informazioni raccolte in crowdsourcing possono essere considerate valide poiché portano molte voci nel processo di narrazione.</p>
<p>Pertanto le risposte basate su più fonti tendono ad essere più valide delle risposte basate su singole fonti.</p>
<p>La qualità &gt; quantità prevale sempre nel mondo degli affari, almeno nel medio/lungo termine. Le vittorie a breve termine non assicurano la sostenibilità del business.</p>
<p>La recente evoluzione del capitalismo ha visto delegare gli sforzi di marketing ai clienti, premiando evangelisti/early adopters. Si può pensare a una forma di missionari religiosi devoti ai brand commerciali &#8211; si pensi ai fanatici di Apple, Tesla, il primo OnePlus e quant&#8217;altro &#8211; beneficiando delle funzionalità sociali offerte dalle piattaforme di comunicazione digitale.</p>
<p>In effetti, le recensioni potenziate dalle piattaforme digitali sono potenti motori di profitto: il passaparola è ancora il canale di marketing più efficace.</p>
<p>Tuttavia, sappiamo tutti come le recensioni false (come le notizie false) influenzino la loro validità.</p>
<p>E oltre a ciò, &#8220;la saggezza della folla&#8221; non è poi così saggia, considerando, ad esempio, i risultati elettorali che sono massicciamente alimentati dalla propaganda di merda in tutto il mondo.</p>
<p>Quindi gli strumenti di intelligenza artificiale potrebbero essere un modo migliore per selezionare e interpretare contenuti validi, andando oltre i contenuti di parte, le prove sociali di massa o i contenuti guidati dalla SEO.</p>
<p>Gli strumenti di intelligenza artificiale possono aiutare a sbarazzarsi di tutte quelle pagine costruite con l&#8217;unico scopo di primeggiare nelle SERP.</p>
<h2>Ogni piattaforma digitale punta a trattenere gli utenti nel loro interno</h2>
<p>Prima che qualsiasi vendita, interazione o anche solo persuasione, le piattaforme digitali sono affamate del tuo bene più prezioso di sempre: il tuo tempo.</p>
<p>Tempo significa consumo, e il consumo crea spazi pubblicitari, ovvero opportunità di guadagno.</p>
<p>Non conta il numero assoluto di profili (o meglio, di utenti, considerando che un utente può disporre di più profili), ma il tempo che gli utenti spendono sulla piattaforma, prim&#8217;ancora che il modo in cui lo spendono.</p>
<p>A tutti i presunti professionisti SEO spaventati dalla crescente quantità di web scrapers degli strumenti di AI, vale la pena ricordare che un obiettivo fondamentale di qualsiasi piattaforma digitale (social network e motori di ricerca) è quello di mantenere gli utenti all&#8217;interno della piattaforma.</p>
<p>Lasciare che un utente si allontani da una piattaforma è un costo che gli annunci pubblicitari devono compensare.</p>
<p>Per i siti web, ottenere traffico gratuitamente sarà più difficile quando le soluzioni offerte dalle piattaforme di ricerca (compresi i social network) saranno più ricche e fluide.</p>
<p>Saltare le piattaforme di ricerca significa perdere i mercati in cui gli utenti trascorrono la maggior parte del loro tempo.</p>
<p>Molte aziende non avranno bisogno di un sito web ricco (che rappresenta un costo considerevole per essere perfetto in termini di contenuti, design, SEO, UX, hosting, sicurezza, integrazioni, traduzioni, ecc.), ma potranno alimentare una piattaforma globale con i loro feed tramite API, concentrandosi sugli elementi fondamentali della loro attività: prodotti/servizi (inclusi i prezzi) e CX. I loro asset principali, i pubblici, saranno basati su dati primari, poiché anche i pixel apparterranno al passato.</p>
<h2>La nuova SEO potrebbe essere definita AIO</h2>
<p>Come ho scritto qualche tempo fa su LinkedIn, l&#8217;AIO (Artificial Intelligence Optimisation) potrebbe essere la definizione della nuova SEO in uno scenario in cui gli strumenti di intelligenza artificiale saranno pienamente integrati nelle piattaforme di ricerca. Se vuoi evitare la competizione, blocca pure i web scrapers dell&#8217;AI e la tua narrativa del tuo brand non sarà più menzionata. Ma altri potranno comunque parlare del tuo brand, impedendoti di partecipare al dibattito su di esso quando spunterà fuori nelle chatbot conversazionali alimentate dall&#8217;AI che popoleranno i risultati di ricerca.</p>
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		<title>Come cambia il giornalismo con l&#8217;intelligenza artificiale</title>
		<link>https://paolomargari.it/come-cambia-giornalismo-con-intelligenza-artificiale-ai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 14:03:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ai]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;impatto dell&#8217;IA sul giornalismo L&#8217;intelligenza artificiale (AI) ha scosso l&#8217;industria del giornalismo. I giornali sono alla ricerca di nuovi modelli di business per controbilanciare l&#8217;impatto dell&#8217;AI e coinvolgere i loro lettori. La crescente influenza dell&#8217;AI nella creazione di contenuti ha costretto gli editori a cercare un modello di business sostenibile che bilanci contenuti di qualità [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h2>L&#8217;impatto dell&#8217;IA sul giornalismo</h2>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale (AI) ha scosso l&#8217;industria del giornalismo. I giornali sono alla ricerca di nuovi modelli di business per controbilanciare l&#8217;impatto dell&#8217;AI e coinvolgere i loro lettori. La crescente influenza dell&#8217;AI nella creazione di contenuti ha costretto gli editori a cercare un modello di business sostenibile che bilanci contenuti di qualità e redditività.</p>
<h2>L&#8217;ascesa e la caduta delle pubblicazioni digitali</h2>
<p>Buzzfeed News e Vice erano un tempo pubblicazioni digitali di successo che hanno vinto numerosi premi per il loro approccio innovativo ad argomenti come la politica e l&#8217;economia. Buzzfeed News ha cessato le attività e Vice è a rischio di bancarotta. Pur essendo esempi di alto profilo, non sono unici. Il loro declino è attribuito principalmente all&#8217;incapacità di trovare un modello di business sostenibile a lungo termine.</p>
<h2>La sfida di scalare le entrate pubblicitarie</h2>
<p>Vice e Buzzfeed si sono basate molto sui video e sui contenuti brandizzati (pagati dagli inserzionisti) per generare entrate. Tuttavia, questo modello avrebbe potuto scalare in modo più efficace di fronte alla concorrenza delle piattaforme social e di streaming, che si sono ritagliate fette significative di introiti pubblicitari precedentemente monopolizzati dai giornali.</p>
<h2>Pareti a pagamento: Una possibile soluzione?</h2>
<p>I paywall si sono dimostrati efficaci solo per i grandi marchi globali con un pubblico fedele. Negli ultimi anni, dopo anni di crescita, la percentuale di persone disposte a pagare per il giornalismo online è rimasta stabile.</p>
<h2>L&#8217;importanza della diversificazione</h2>
<p>Un modello di business diversificato può aiutare le organizzazioni di media a rimanere stabili quando le variabili del mercato cambiano. Le aziende di media di successo gestiscono più linee di business, come il Financial Times.</p>
<h2>Bilanciare stampa, digitale ed eventi</h2>
<p>Il Financial Times ospita eventi attraverso la sua filiale, The Next Web. Questi eventi contribuiscono in modo significativo ai profitti del giornale e offrono l&#8217;opportunità di fare networking e di scoprire le nuove tendenze del mercato.</p>
<h2>SEO e AI</h2>
<p>Le pratiche di ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) hanno cambiato il modo in cui vengono scritti i contenuti, portando a dibattiti sul fatto che i contenuti siano scritti per i lettori o per i motori di ricerca. Grazie ai progressi dell&#8217;intelligenza artificiale, la SEO può passare dal testo visibile ai metadati, semplificando il processo per gli autori.</p>
<h2>L&#8217;impatto dell&#8217;IA sulla produzione di contenuti</h2>
<p>L&#8217;intelligenza artificiale ha automatizzato la produzione di contenuti semplici per diversi anni e si prevede che questa tendenza continui. Una minoranza di giornalisti produce contenuti di qualità e solo la metà probabilmente si adatterà a lavorare con i nuovi strumenti. Si prevede che alcune testate rimarranno solo umane, mentre altre digitalizzeranno e trasformeranno le loro attività, pubblicando in vari formati.</p>
<p>Immagina di prendere le notizie, rimodellarle per vari tipi di pubblico, tradurle in varie lingue e trasformarle in podcast utilizzando la tecnologia text-to-speech (che può anche adattarsi agli accenti regionali). Si prospettano nuove opportunità, in cui i creatori di contenuti restano fondamentali per definire gli obiettivi di comunicazione, impostare il giusto tono di voce, la frequenza, la pianificazione dei media e lasciare alle macchine i compiti ricorrenti/routine/noiosi.</p>
<p style="text-align: center;">
<ins class="adsbygoogle" style="display: block;" data-ad-client="ca-pub-4214725345351383" data-ad-slot="8494277624" data-ad-format="auto" data-full-width-responsive="true"></ins></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Evoluzione del Marketing, dalle Vendite all&#8217;AI</title>
		<link>https://paolomargari.it/evoluzione-del-marketing-da-vendite-a-ai-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2023 02:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[artificial intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artifi]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Il marketing ha fatto molta strada dalla sua nascita. Il settore si è evoluto da semplici tattiche di vendita a strategie complesse che prevedono la comprensione della psicologia dei consumatori, la creazione di contenuti coinvolgenti e lo sfruttamento dei canali digitali. In questo articolo esploreremo l&#8217;evoluzione del marketing, o per meglio dire, la sua rivoluzione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="bsf_rt_marker"></div><h4></h4>
<h4>Il marketing ha fatto molta strada dalla sua nascita. Il settore si è evoluto da semplici tattiche di vendita a strategie complesse che prevedono la comprensione della psicologia dei consumatori, la creazione di contenuti coinvolgenti e lo sfruttamento dei canali digitali.</h4>
<p>In questo articolo esploreremo l&#8217;evoluzione del marketing, o per meglio dire, la sua rivoluzione costante, e metteremo in evidenza alcune tappe fondamentali del suo sviluppo.</p>
<h2>I primi tempi: vendite e pubblicità</h2>
<p>Agli albori del marketing, l&#8217;attenzione era rivolta principalmente alle vendite. I venditori andavano porta a porta o visitavano le aziende per vendere i loro prodotti.</p>
<p>Si basavano sulle loro capacità persuasive e sulla conoscenza del prodotto per convincere i potenziali clienti ad acquistare.</p>
<p>Secondo Philip Kotler, uno dei più famosi esperti di marketing al mondo, uno dei primi pionieri del marketing fu Ernest Dichter, che aiutò le aziende a comprendere le motivazioni dei consumatori e a creare campagne pubblicitarie più efficaci.</p>
<p>A lui seguì Alfred Paulitz, che si concentrò sulla ricerca di sondaggi e sull&#8217;analisi demografica. Julius Rosenwald, Lester Wonderman e David Ogilvy sono altre figure di spicco che hanno contribuito alla crescita della pubblicità come strumento di marketing.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La nascita dei dipartimenti di marketing</h2>
<p>Con la crescita delle imprese e l&#8217;aumento della concorrenza, le aziende cominciarono a vedere la necessità di dipartimenti di marketing dedicati.</p>
<p>Questi dipartimenti avevano il compito di condurre ricerche sui consumatori, identificare i mercati di riferimento e creare materiale promozionale come brochure e pubblicità.</p>
<p>Con il tempo, questi dipartimenti si sono evoluti in entità separate con budget e obiettivi. Tuttavia, gli addetti al marketing devono ricordare che il loro obiettivo principale è quello di supportare la forza vendita nella vendita efficace dei prodotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;ampliamento del marketing</h2>
<p>Il marketing è andato oltre la semplice vendita di beni e servizi e ha abbracciato diversi altri aspetti.</p>
<p>Alcune sottocategorie emerse negli ultimi anni sono:</p>
<ul>
<li><strong>Place marketing</strong> o marketing territoriale: promozione di luoghi specifici la cui identità e senso del luogo possono essere creati a partire da uno spazio astratto e spinti attraverso narrazioni dettagliate che toccano le emozioni degli abitanti del luogo. Pensa anche ai mondi virtuali cresciuti nei metaversi e ai luoghi e alle comunità virtuali al loro interno.</li>
<li><strong>Marketing sociale</strong> (non confonderlo con il social media marketing o SMM): sostenere cause sociali &#8211; pensa alle imprese sociali, alla sostenibilità, alla prossimità, alla democrazia diretta, alle petizioni, ecc.</li>
<li><strong>Marketing politico</strong>: promozione di candidati o partiti politici &#8211; pensa al vasto discorso sulle fake news, l&#8217;infodemia, le falsificazioni profonde, la propaganda o meglio crapaganda, scandali come Cambridge Analytica e così via. In numerosi Paesi gran parte della pubblicità online è acquistata da forze politiche, le quali beneficiano di finanziamenti pubblici, dunque denaro pubblico raccolto con la tassazione finisce nelle mani di piattaforme digitali estere per promuovere propaganda e falsità (peraltro causando inquinamento poiché la comunicazione digitale ha un grave costo in termini di risorse energetiche). Un meccanismo insulso che punta a un&#8217;audience sempre più bassa, considerando il crollo costante del tasso di affluenza elettorale, qualsiasi sia il contesto o il Paese.</li>
<li><strong>Personal branding</strong>: creare una persona unica &#8211; LinkedIn è un ottimo terreno di gioco per sperimentarlo, ma anche altri social network dove parte degli utenti si trasformano in creatori, conquistando il tempo di consumo che tradizionalmente era un territorio esclusivo dei media tradizionali come giornali, radio e TV. Il video è ancora presente, ma la popolarità è frammentata tra un numero esponenzialmente crescente di individui che hanno spostato l&#8217;intrattenimento da pochi canali televisivi a molti micro-canali sulle principali piattaforme come YouTube, Twitch, TikTok, Instagram, Snap, Lemon8, ecc. Tutte queste piattaforme tendono a copiare gli altri formati una volta dimostrato il loro successo.</li>
</ul>
<p>Questo ampliamento del marketing ha portato a nuove sfide e opportunità per i marketer. Ad esempio, il social marketing mira a influenzare positivamente il comportamento utilizzando strumenti di marketing come la persuasione, il framing e la contestualizzazione.</p>
<p>Il passaparola digitale, spinto anche da nano e micro-influencer, è più efficace dei tradizionali canali pubblicitari ATL, che sono costosi e antiquati (alcuni spot televisivi famosi fino a qualche decennio fa oggi appaiono ridicoli e sono spesso oggetto di parodie sulle principali piattaforme mediatiche contemporanee, come TikTok).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il lato oscuro del marketing</h2>
<p>Nonostante i suoi numerosi benefici, il marketing è stato anche criticato per i suoi impatti negativi sulla società. I critici sostengono che il marketing può essere invadente, manipolativo e ingannevole.</p>
<p>Alcune pratiche, come l&#8217;hard selling, l&#8217;obsolescenza programmata e il greenwashing, sono state messe in discussione per le loro implicazioni etiche. In molte circostanze, il marketing è stato considerato un lavoro sporco, che spinge a mentire per raggiungere gli obiettivi aziendali anche quando il prodotto o il servizio non fornisce il valore promesso al pubblico. Sfortunatamente per i professionisti del marketing, questo campo ha barriere d&#8217;ingresso poco profonde, per cui molti furfanti hanno trovato facile posizionarsi come esperti o guru, promettendo obiettivi irrealistici tramite persuasione e <em>rituali</em> che, a lungo andare, hanno perso efficacia.</p>
<p>Tra i più importanti critici del marketing ci sono Ralph Nader, Rachel Carson, Vance Packard, John Kenneth Galbraith, Naomi Klein e Michael Sandel.</p>
<p>Queste persone hanno sollevato dubbi sulla sicurezza dei prodotti, sull&#8217;impatto ambientale, sulle tecniche di persuasione nascoste e sui limiti morali del marketing.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Chi sono i migliori marketer del mondo?</h2>
<p>Secondo Philip Kotler, tra i marketer di maggior successo al mondo ci sono Ingvar Kamprad (IKEA), Richard Branson (Virgin Group), Walt Disney (Disney), Herb Kelleher (Southwest Airlines), Anita Roddick (The Body Shop), Bill Gates (Microsoft), Steve Jobs (Apple) e Jeff Bezos (Amazon).</p>
<p>Hanno dimostrato di possedere capacità eccezionali nel comprendere le esigenze dei consumatori e nel creare prodotti e servizi innovativi in grado di conquistare i loro mercati di riferimento.</p>
<p>Aggiungerei anche Elon Musk, certamente non un marketer (ma anche gli imprenditori precedentemente citati non erano marketer), ma comunque un innovatore nella forma di comunicazione, che è passato dai classici formati pubblicitari al prodotto stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il marketing è una scienza?</h2>
<p>I migliori marketer non sono marketer. Qualcuno ha detto che in un&#8217;azienda tutti devono essere marketer. E qualcun altro ha aggiunto che un prodotto che vende non ha bisogno di marketer. Ma ancora una volta, un prodotto che vende potrebbe non aver bisogno di marketer perché racchiude in sé ciò che il marketing dovrebbe fare.</p>
<p>Quindi i principi del marketing devono essere presenti da qualche parte, meglio dappertutto, in uno sforzo corale per portare coerenza in tutta l&#8217;organizzazione, piuttosto che in un reparto che deve spingere prodotti creati con un approccio incentrato sull&#8217;azienda senza ascoltare il mercato, come dovrebbe fare un buon marketer.</p>
<p>Il marketing non è una scienza. La scienza deve essere confutabile &#8211; Popper dixit. Il marketing non può esserlo perché i suoi esperimenti non si basano su condizioni assolute ma su molte variabili.</p>
<p>Come qualsiasi altra scienza &#8220;sociale&#8221;, è il risultato di pratiche, punti di vista modellati dallo spazio e dal tempo e, non da ultimo, piattaforme specifiche che cambiano le basi su cui si costruiscono le teorie.</p>
<p>A parte i principi generali del marketing, nessuna pratica dura per sempre, come nelle scienze &#8220;reali&#8221; come la fisica o la biologia, che possono essere influenzate da un cambiamento di paradigma solo quando c&#8217;è una scoperta dirompente.</p>
<p>Nel marketing non ci sono scoperte, ma solo la realizzazione di approcci migliori e l&#8217;adattamento a condizioni in costante cambiamento. Il marketing è una sorta di competenza incrementale che insegue le tendenze e modella la conoscenza in base all&#8217;ambiente in cui viene applicata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il futuro del marketing</h2>
<p>Man mano che ci addentriamo nell&#8217;era digitale, la storia del marketing continuerà a evolversi e ad adattarsi alle nuove tecnologie e ai comportamenti dei consumatori.</p>
<p>L&#8217;ascesa di internet ha portato a una maggiore trasparenza per le aziende, rendendo fondamentale l&#8217;autenticità dei loro sforzi di marketing.</p>
<p>I marketer devono anche considerare le implicazioni più ampie delle loro azioni sulla società e sull&#8217;ambiente. Poiché dobbiamo affrontare sfide globali come la disoccupazione e il cambiamento climatico, gli esperti di marketing devono trovare il modo di creare valore riducendo al minimo gli impatti negativi.</p>
<p>Possiamo dire che i marketer non sono più necessari grazie all&#8217;IA, più vicina che mai alla cosiddetta AGI o IA forte? La risposta è sì, se un marketer non si evolve in termini di competenze.</p>
<blockquote><p>L&#8217;Intelligenza Artificiale Generale (AGI) è la rappresentazione delle capacità cognitive umane generalizzate in un software in modo che, di fronte a un compito sconosciuto, il sistema AGI possa trovare una soluzione.</p></blockquote>
<p>Fino agli anni &#8217;80 esistevano eserciti di macchine da scrivere. Sono scomparse tutte con l&#8217;arrivo dei primi software di videoscrittura. Ricordo che la dattilografia era ancora una materia insegnata nelle scuole di ragioneria in Italia quando ho iniziato. In quegli anni, parallelamente, utilizzavo già WordStar su un PC 80286 con i vecchi e buoni floppy disk che sopravvivono ancora oggi sotto forma di icona o emoji per rappresentare l&#8217;azione di salvataggio dei dati su memoria locale.</p>
<p>Lo stesso discorso vale per la SEO: da almeno un decennio alcuni sostengono che la SEO sia morta, e in parte hanno ragione: il vecchio modo di fare SEO è sicuramente morto &#8211; o almeno inutile. Ma il posizionamento su un motore di ricerca è ancora oggi fondamentale per qualsiasi azienda.</p>
<p>E probabilmente <strong>il prossimo passo a mio vedere sarà l&#8217;AIO o AISO, che sta per Artificial Intelligence (Search) Optimization</strong>. Il termine descrive le strategie e tattiche per farsi notare dagli scrapers dell&#8217;intelligenza artificiale per consentire loro di citare la nostra attività tra le risposte fornite agli utenti finali, che potrebbero essere i nostri potenziali clienti e, infine, i clienti.</p>
<p>Niente sarà più come prima e la maggior parte dei compiti ancora svolti dagli esseri umani passano rapidamente alle macchine. Se i robot uccidono il lavoro manuale, l&#8217;intelligenza artificiale uccide il lavoro intellettuale.</p>
<p>I governi avranno grandi difficoltà a trovare soluzioni per la massiccia tempesta di disoccupazione in arrivo in tutto il mondo.</p>
<p>In questo contesto, il reddito di base universale (Universal Basic Income o UBI) diventerà presto una necessità più che un sogno.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;evoluzione del marketing ha visto cambiamenti significativi, passando dall&#8217;iniziale focalizzazione sulle tattiche di vendita a un approccio più completo che comprende vari aspetti come la pubblicità, la ricerca, i canali digitali e le cause sociali. Mentre ci muoviamo in un mondo sempre più connesso, con nuove sfide e opportunità rappresentate dalla crescita esponenziale delle capacità dell&#8217;intelligenza artificiale, sarà affascinante vedere come il marketing continuerà ad adattarsi ed evolversi.</p>
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