Programma Italiani all'estero del Movimento 5 Stelle - M5S Elezioni Politiche 2018

Scarica il programma Estero del Movimento 5 Stelle (PDF)

Paolo Margari M5S Sono oltre 5 milioni e mezzo gli italiani all’estero iscritti all’AIRE nel 2018. Sappiamo che il numero è in realtà maggiore perché non tutti si iscrivono all’AIRE, sebbene sia un obbligo dopo i 12 mesi (e attenzione perché rischiate anche problemi di natura fiscale se percepite redditi all’estero e non siete cancellati dall’anagrafe italiana).

Ogni anno sono circa 250.000 i nuovi italiani che varcano il confine in cerca di migliori condizioni di vita all’estero. Possiamo dire che 2 italiani su 10 vivono all’estero, ma non trovano adeguata assistenza dallo stato.

Personalmente vivo a Bruxelles da 4 anni, ho vissuto 2 anni nel Regno Unito, da studente e lavoratore, facendo i più diversi lavori (portiere d’albergo per mantenermi negli studi, volontariato in associazioni di assistenza burocratica agli anziani e assistenza ai senzatetto, fotografo, manager nel settore marketing, consulente, imprenditore).

Ho conosciuto diverse realtà umane e professionali, lavorando in un ambiente multiculturale per realtà molto differenti fra loro (enti pubblici, startup, corporate, non profit, professionisti) quindi conosco la varietà di problematiche riscontrate dai nostri concittadini all’estero, a cominciare dall’inefficienza delle nostre istituzioni che vanno potenziate e ottimizzate.

Per questo, mi impegno su più fronti con il MoVimento 5 Stelle e farò del mio meglio per rappresentarvi, se mi darete l’opportunità.

Fiscalità e previdenza: equità innanzitutto

E’ importante anche lavorare su aspetti relativi alla previdenza e alla fiscalità (ad esempio IMU e Tasi). Su questi punti molti politici, da navigati acrobati della promessa elettorale, parlano allegramente di esenzioni che oltre a essere irrealizzabili in quanto non presenti nel programma dei loro partiti, porterebbero benefici soprattutto ai più abbienti che spesso risiedono in paradisi fiscali e dispongono di immobili nei centri di importanti città. Per noi vige il principio secondo cui nessuno deve restare indietro – neanche chi emigra – pertanto è importante operare in modo oculato, perché vi sono casi molto differenti fra loro, ma non si può e non si deve certo ignorare il problema giustamente sollevato da numerosi cittadini che si sentono vessati da uno stato lontano, non solo geograficamente.

Post-Brexit

Per i tanti residenti nel Regno Unito, in particolare, vogliamo che siano assicurati pari diritti anche dopo la Brexit. Vi sono oltre 200.000 connazionali residenti oltremanica, parlando solo di coloro i quali sono iscritti effettivamente all’AIRE, e il numero cresce vertiginosamente. Osserviamo con attenzione gli sviluppi (ad es. la proposta dei laburisti di una unione doganale, come in Svizzera, Norvegia e altri paesi, che attenuerebbe gli effetti) e daremo il nostro contributo per tutelare cittadini e imprese.

Assistenza sanitaria per gli iscritti AIRE

Anche a livello sanitario, sappiamo che molti cittadini non si iscrivono all’AIRE per non perdere il diritto al trattamento sanitario in Italia. Questo nega un sacrosanto diritto/dovere dell’italiano all’estero di essere iscritto al consolato, pertanto cercheremo forme idonee per garantire una copertura sanitaria in situazioni in cui ad esempio il paese estero non garantisca livelli di qualità in linea con quelli italiani.

Migliorare il sistema di voto all’estero

Infine, non ultimo, è importante migliorare il sistema di voto all’estero. In questi giorni molti cittadini mi scrivono chiedendo se, come e quando potranno votare. L’informazione spesso è scarsa, carente, non chiara. Pensiamo che solo nella ripartizione Estero/Europa si registra un’astensione superiore al 70%, un fatto gravissimo che testimonia la lontananza dei cittadini dalla politica. Questo non riguarda solo cittadini disaffezionati dalla politica (tanti purtroppo, sempre più a causa dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni), ma anche cittadini ignari del loro diritto di voto, una straordinaria conquista democratica invero sottostimata rispetto ai numeri, poiché gli eletti all’estero sono solo il 2% del totale dei parlamentari, mentre la popolazione italiana all’estero, solo quella ufficiale, rappresenta quasi il 10%. Se poi aggiungessimo coloro i quali vivono all’estero pur non essendo iscritti all’AIRE, credo che si possa andare oltre il 15%. Bene, una grandissima maggioranza di questi cittadini non partecipa alla vita politica del nostro paese. Questo è grave. Per questo il MoVimento 5 Stelle vuole introdurre sistemi per migliorare la loro partecipazione e minimizzare casi di brogli elettorali sempre presenti nel voto estero. Dobbiamo dire basta a casi di plichi elettorali non consegnati, rubati e votati per altri, smarriti, inviati due volte, incompleti, venduti (vi sono alcune inchieste giornalistiche che parlano di questo ad ogni tornata elettorale). Il voto, anche all’estero, deve tornare a diventare personale, uguale, libero e segreto, come recita la nostra meravigliosa Costituzione.

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