confini

PostPlex

Spesso individui razzisti o comunque conservatori e poco avvezzi al cambiamento e alle diversità – viste come avversità in quanto modificanti il loro ambiente tipico – definiscono disperati coloro che migrano, lontano dal luogo in cui sono nati o cresciuti, in cerca di una vita migliore.

Disperato è solo chi teme il cambiamento poiché non sa adattarsi anziché beneficiare da esso, mutare come cambiano la storia e la cultura, da sempre.

Il cambiamento sociale è un percorso inevitabile: lo si può rallentare ma non lo si potrà fermare poiché alcuni fattori, a cominciare da quello demografico, senza tralasciare quelli economico ed ambientale, sono mutevoli e causa di migrazioni. 

Chi non sa adattarsi non a caso è detto disadattato ed è il soggetto più debole della società – del resto Charles Darwin ricordava come non fossero gli esseri più forti a sopravvivere, bensì coloro i quali riuscissero ad adattarsi meglio alle condizioni naturalmente mutevoli alle quali andavano incontro.

Non si può considerare disadattato, invece, chi – pur tra mille difficoltà – ha il coraggio di abbracciare il cambiamento cercando una vita migliore, ovunque essa sia sia. Gli esseri umani non sono piante bensì sono esseri migranti per loro natura, spinti da curiosità e necessità e il pianeta che li ospita non ha confini, che sono una vergognosa costruzione della società.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.